{"id":1284,"date":"2022-01-03T18:59:27","date_gmt":"2022-01-03T18:59:27","guid":{"rendered":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1284"},"modified":"2022-01-03T18:59:29","modified_gmt":"2022-01-03T18:59:29","slug":"il-mercurio-una-minaccia-persistente-per-lambiente-e-la-nostra-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1284","title":{"rendered":"Il mercurio: una minaccia persistente per l\u2019ambiente e la nostra salute"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">Ancora associato comunemente ai termometri, il mercurio \u00e8 noto presso la maggior parte delle persone come sostanza tossica. A causa di tale tossicit\u00e0, \u00e8 in fase di eliminazione dai prodotti fabbricati in Europa, ma ce n\u2019\u00e8 ancora molto in circolazione nell\u2019aria, nell\u2019acqua, nel suolo e negli ecosistemi. Il mercurio rappresenta ancora un problema? Che cosa si sta facendo in proposito? Abbiamo intervistato Ian Marnane, esperto dell\u2019AEA in materia di utilizzo delle risorse e di industria sostenibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 il mercurio \u00e8 un problema?<\/strong><br>Il mercurio \u00e8 presente naturalmente nell\u2019ambiente, ma di solito \u00e8 contenuto in altri minerali e non rappresenta un rischio significativo. Il problema nasce a causa delle attivit\u00e0 umane: i grandi quantitativi di mercurio rilasciati nell\u2019ambiente, infatti, possono continuare a circolare liberamente per migliaia di anni. Il problema principale \u00e8 il mercurio contenuto nell\u2019acqua e nei sedimenti: presente in una forma altamente tossica, pu\u00f2 essere facilmente assorbito dagli animali, attraverso i quali entra nella catena alimentare umana. Quattro delle dieci sostanze chimiche estremamente preoccupanti per la salute pubblica individuate dall\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 sono metalli pesanti: cadmio, mercurio, piombo e arsenico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto mercurio \u00e8 disperso nell\u2019ambiente?<br><\/strong>A causa dell\u2019utilizzo che l\u2019uomo ha fatto del mercurio, ne sono state rilasciate nell\u2019ambiente centinaia di migliaia di tonnellate. Attualmente, i livelli di mercurio presenti nell\u2019atmosfera possono arrivare a superano i livelli naturali del 500 %, mentre le concentrazioni negli oceani li superano di circa il 200 %.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come viene utilizzato il mercurio e quali sono le principali fonti di emissioni di questa sostanza?<br><\/strong>Attualmente il mercurio \u00e8 impiegato in vario modo in tutto il mondo. Molto poco utilizzato in Europa, nei prossimi anni sar\u00e0 impiegato principalmente per gli amalgami dentali, dal momento che le applicazioni in ambito industriale sono state vietate. In altre parti del mondo lo si utilizza maggiormente nelle attivit\u00e0 industriali e nell\u2019estrazione dell\u2019oro su piccola scala. Una delle principali fonti di inquinamento da mercurio in Europa e altrove \u00e8 la combustione di combustibili solidi \u2013 carbone, lignite, torba e legno \u2013 a livello sia industriale che domestico. Quando questi combustibili bruciano, i piccoli quantitativi di mercurio che contengono vengono rilasciati nell\u2019ambiente. Le emissioni di tali combustibili, che costituiscono la principale fonte di inquinamento da mercurio in Europa, sono legate ad attivit\u00e0 quali la produzione di energia elettrica, la fabbricazione di cemento e la produzione di metalli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In che modo siamo esposti all\u2019inquinamento da mercurio e quali sono i suoi effetti sulla nostra salute?<br><\/strong>La principale via di esposizione umana al mercurio \u00e8 rappresentata dai frutti di mare. Il mercurio ingerito dagli animali marini tende a permanere nel loro organismo, accumulandosi nel tempo. Nutrendosi di animali pi\u00f9 piccoli che hanno gi\u00e0 assorbito in parte del mercurio, i grandi predatori marini tendono a contenere concentrazioni pi\u00f9 elevate di questa sostanza. Di conseguenza, il consumo di questi pesci, come ad esempio il tonno o il pesce spada, comporter\u00e0 generalmente una maggiore assunzione di mercurio rispetto al consumo di pesci pi\u00f9 piccoli, che si trovano pi\u00f9 in basso nella catena alimentare. Gli effetti del mercurio sulla salute dipendono dalle quantit\u00e0 ingerite, ma la principale preoccupazione \u00e8 rappresentata da quelli su feti e bambini. Se la madre consuma frutti di mare, infatti, l\u2019esposizione al mercurio pu\u00f2 avvenire nell\u2019utero, con conseguenze importanti, per il resto della vita, sul cervello e sul sistema nervoso in crescita del beb\u00e8, come ad esempio danni alla memoria, al linguaggio, all\u2019attenzione e ad altre abilit\u00e0. Solo in Europa si stima che ogni anno nascano oltre 1,8 milioni di bambini con livelli di mercurio al di sopra dei limiti di sicurezza raccomandati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa si fa in Europa e nel mondo per affrontare il problema del mercurio?<br><\/strong>In passato l\u2019Europa \u00e8 stata un largo consumatore e un\u2019importante fonte di emissioni di mercurio, ma negli ultimi 40 anni, grazie a un notevole impegno a livello legislativo, \u00e8 riuscita a ridurne sostanzialmente sia le applicazioni sia le emissioni nell\u2019ambiente. Nel resto del mondo l\u2019utilizzo e le emissioni di questa sostanza sono aumentati nel corso del tempo in concomitanza con lo sviluppo economico e l\u2019industrializzazione: fra le principali fonti di emissioni si trovano la combustione del carbone nonch\u00e9 l\u2019estrazione artigianale e su piccola scala dell\u2019oro. Ad ottobre del 2013 \u00e8 stata adottata la convenzione di Minamata, primo accordo globale per affrontare il problema del mercurio, che \u00e8 stata ratificata da 98 paesi ed \u00e8 entrata in vigore nel 2017. \u00c8 prematuro valutarne gli effetti, ma detta ratifica ha rappresentato un enorme passo in avanti verso l\u2019adozione di misure concertate a livello mondiale per ridurre l\u2019inquinamento da mercurio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono le tendenze attuali e le prospettive future per la produzione e le emissioni di mercurio?<br><\/strong>In Europa non lo si estrae pi\u00f9 e la domanda continuer\u00e0 a diminuire nei prossimi anni. Le emissioni di mercurio in Europa deriveranno prevalentemente dalla combustione, in particolare di combustibili solidi quali carbone, torba, lignite e legno. La principale fonte mondiale di mercurio \u00e8 costituita dall\u2019estrazione di oro su piccola scala. Le attivit\u00e0 estrattive sono condotte da singoli o piccoli gruppi di persone che estraggono l\u2019oro utilizzando metodi relativamente semplici e a basso costo, di solito in un ambiente non regolamentato. Si calcola che oltre un terzo delle emissioni mondiali siano attribuibili a questa fonte; per questo motivo, affrontare il problema introducendo tecnologie alternative pi\u00f9 sicure in questo settore potrebbe consentire di ridurre in misura significativa l\u2019utilizzo e le emissioni di mercurio a livello globale. Nonostante i provvedimenti adottati gi\u00e0 in passato in questo senso in Europa e America del Nord, i livelli di mercurio nell\u2019ambiente probabilmente resteranno elevati ancora per molto tempo, dal momento che il relativo ciclo di vita nell\u2019ambiente \u00e8 lungo e le emissioni sono in aumento in altre zone del pianeta, oltre a diffondersi a grande distanza. Circa la met\u00e0 del mercurio depositato in Europa, infatti, proviene da paesi al di fuori del nostro continente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale ruolo riveste l\u2019AEA per quanto riguarda il mercurio?<br><\/strong>Raccogliamo informazioni sulle emissioni di mercurio nell\u2019aria e nell\u2019acqua provenienti dalle attivit\u00e0 industriali, utilizzando il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) e le stime delle emissioni nell\u2019atmosfera fornite da una vasta gamma di fonti, nell\u2019ambito sia della legislazione dell\u2019UE sia degli accordi internazionali. L\u2019AEA raccoglie altres\u00ec dati sui livelli di inquinamento nei corpi idrici ai sensi della direttiva quadro sulle acque. Gli ultimi dati disponibili che l\u2019AEA ha pubblicato nell\u2019ambito della relazione sullo \u00abstato dell\u2019acqua\u00bb indicano che in Europa quasi 46 000 corpi idrici superficiali non rispettano i limiti fissati dalla direttiva per i livelli di mercurio. L\u2019AEA partecipa anche al progetto sul bio-monitoraggio umano per l\u2019UE, il cui obiettivo \u00e8 quello di predisporre elementi di prova pi\u00f9 convincenti sulla reale esposizione dei cittadini alle sostanze chimiche, fra cui il mercurio, e sui loro possibili effetti sulla salute. Tutte queste informazioni ci aiutano a monitorare i risultati ottenuti dalle attuali politiche europee e a elaborarne di nuove in settori quali la regolamentazione industriale e le sostanze chimiche, nonch\u00e9 a contribuire al raggiungimento degli obiettivi della convenzione di Minamata. L\u2019AEA ha presentato e pubblicato questi dati in una nuova relazione dal titolo \u00abMercury in the environment\u00bb (Il mercurio nell\u2019ambiente), che delinea una panoramica completa di tutte le questioni sanitarie e ambientali nonch\u00e9 delle politiche correlate al mercurio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa possiamo fare individualmente per ridurre la nostra esposizione al mercurio?<br><\/strong>Tutti noi possiamo fare qualcosa per ridurre l\u2019esposizione alla sostanza ed evitarne il rilascio nell\u2019ambiente. Spesso, ad esempio, le autorit\u00e0 nazionali per la sicurezza alimentare formulano consigli concreti sul modo in cui i cittadini possono trarre il massimo beneficio per la salute mangiando pesce pur limitando, al contempo, l\u2019esposizione al mercurio. Tra questi vi sono anche orientamenti sul consumo di pesce da parte di bambini nella prima infanzia e donne in gravidanza. Pu\u00f2 capitare anche che entriamo in contatto con oggetti che contengono mercurio, come le batterie, le lampade e gli apparecchi elettrici. Dobbiamo fare in modo da manipolare e smaltire questi materiali in modo corretto, affinch\u00e9 il mercurio che contengono possa essere recuperato in condizioni di sicurezza e non si disperda nell\u2019ambiente. Possiamo inoltre ridurre le emissioni di mercurio evitando di bruciare combustibili solidi per il riscaldamento domestico, laddove esistano alternative praticabili. Infine, in odontoiatria esistono amalgami senza mercurio: anche la scelta di questi materiali alternativi contribuir\u00e0 a ridurne ulteriormente l\u2019impiego.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora associato comunemente ai termometri, il mercurio \u00e8 noto presso la maggior parte delle persone<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1285,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[254],"tags":[],"class_list":["post-1284","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1284"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1286,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1284\/revisions\/1286"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}