{"id":1289,"date":"2022-01-03T22:36:30","date_gmt":"2022-01-03T22:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1289"},"modified":"2022-01-07T18:00:18","modified_gmt":"2022-01-07T18:00:18","slug":"oltre-mille-morti-sul-lavoro-anche-questanno-ecco-cosa-va-cambiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1289","title":{"rendered":"Oltre mille morti sul lavoro anche quest&#8217;anno. \u00abEcco cosa va cambiato\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">La ripresa delle attivit\u00e0 economiche ha determinato un incremento degli incidenti. Cesare Damiano: \u00abCrescita senza controllo di imprese improvvisate\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>La ripartenza delle attivit\u00e0 economiche dopo lo stop dovuto alla pandemia si sta accompagnando ad un incremento degli incidenti sul lavoro. Era accaduto alcuni anni fa, nel 2010 e anche allora l\u2019incremento degli infortuni mortali corrispose alla ripresa dell\u2019economia dopo un periodo di crisi profonda tra il 2007 ed il 2008.<br>In un solo anno, come si evince dai dati contenuti nell\u2019archivio storico dell\u2019Inail, le denunce di incidente mortale sul lavoro passarono dalle 1.032 del 2009 alle 1.464 dell\u2019anno successivo, con un aumento di oltre 400 casi.<br>Negli anni precedenti avevamo assistito ad una continua, seppur lenta, decrescita passando dai 1.528 del 2001, ai poco pi\u00f9 di mille del 2009, unica eccezione del 2006, dove fu registrato un aumento di 64 casi mortali, passando dalle 1.265 vittime denunciate nel 2005 a 1.329.<br>L\u2019anno successivo, il primo della grande crisi, segn\u00f2 un calo consistente, da 1.329 a 1.193 casi mortali.<br>Nonostante siano passati dieci anni, nonostante il progresso e l&#8217;avvento delle nuove tecnologie che, dovrebbero in un certo senso, venire incontro al datore di lavoro sul controllo e sulla limitazione degli incidenti sul lavoro, nonostante un decennio di corsi di formazione per l&#8217;applicazione del D.Lgs. 81\/08, nonostante tutto sta accadendo ancora oggi, con gli oltre mille incidenti mortali (1.017 per l\u2019esattezza) registrati dall\u2019Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, soltanto nei primi dieci mesi del 2021.<br>Un dato, avverte l\u2019Inail, fortemente influenzato dalla pandemia da Covid-19 che, nel 2020, ha costretto alla chiusura di tutte le attivit\u00e0 produttive non essenziali e al massiccio ricorso allo smart working.<br>Con la riapertura generalizzata delle attivit\u00e0 e il rientro in azienda della maggior parte dei dipendenti, si \u00e8 registrato un forte incremento degli incidenti soprattutto in itinere (lungo il tragitto casa-lavoro e viceversa). Rispetto ai primi dieci mesi del 2020, tra gennaio e ottobre di quest\u2019anno, quelli mortali sono stati il 14,8% in pi\u00f9, mentre i casi in occasione di lavoro sono stati il 5,2% in meno. Al netto dei contagi da Sars-Cov-2, nei primi dieci mesi del 2021 si osserva un aumento complessivo del 20,6% dei casi mortali, \u00abda monitorare nelle future rilevazioni\u00bb, avverte l\u2019Inail.<br>Dietro i numeri e al di l\u00e0 delle fredde statistiche, ci sono i nomi, i volti e le storie dei tanti che sono usciti di casa per andare a lavorare e non vi hanno pi\u00f9 fatto ritorno. Ci domandiamo se \u00e8 possibile che nel 2021 un&#8217;operaia di 22 anni, mamma di un bimbo di 5, debba morire stritolata dagli ingranaggi di un orditoio che, hanno appurato le indagini, era stato manomesso per aumentare la produzione. Un aumento cercato per recuperare quanto perso nel periodo di chiusura per la Pandemia.<br>Non \u00e8 un caso, infatti, che i due settori pi\u00f9 colpiti dall\u2019aumento degli infortuni siano le costruzioni e le piccole e piccolissime imprese (oltre all\u2019agricoltura), dove i controlli sono pi\u00f9 difficili anche per la grande diffusione di queste realt\u00e0 nei territori.<br>L&#8217;imprenditore cerca di recuperare perch\u00e9 non \u00e8 supportato come dovrebbe da uno Stato che pensa solo a sanzionare ed a limitare senza assumersi le responsabilit\u00e0 delle proprie decisioni, un governo che prima ha imposto la chiusura totale, poi una assurda apertura condizionata ad uno e pi\u00f9 dispositivi e procedure a carico del solo imprenditore, non ultima la quarantena imposta PER LEGGE ai lavoratori che sono dei contatti diretti di positivi al Covid-19 a pieno e solo carico delle aziende.<br>I Tamponi obbligatori per andare a lavorare a carico del lavoratore o dell&#8217;azienda ma resi obbligatori dal Governo.<br>Vi \u00e8 sicuramente relazione tra ripresa economica e infortuni sul lavoro, \u00e8 evidente, cos\u00ec come \u00e8 evidente che vi sia relazione tra incidenti sul lavoro e stato di degrado e di abbandono dello Stato alle imprese durante e successivamente allo stop imposto per la pandemia.<br>Era dagli anni 60 che non si vedeva questa distanza tra gli Organi dello Stato e le medio piccole imprese, e nemmeno a quell&#8217;epoca vi era tanta indifferenza per quanto di importante le imprese stavano facendo per il tessuto sociale di questo Paese.<br>Oggi si contano 3 morti sul lavoro al giorno. \u00c8 una tragedia gravissima, di fronte a questa strage quotidiana, la cultura della prevenzione tarda a farsi strada. E ci\u00f2 nonostante il governo abbia preso l\u2019iniziativa di inasprire le pene per chi non rispetta le leggi sulla sicurezza, assumendo anche 1.100 nuovi ispettori del lavoro.<br>Nel tempo sono state fatte delle scelte che non hanno evidentemente portato a nessun risultato e la risposta non pu\u00f2 essere l&#8217;inasprimento di tali scelte poich\u00e9 si raggiunger\u00e0 solo un disastro pi\u00f9 grande.<br>Se la cultura della sanzione non ha portato a nulla \u00e8 inutile inasprire le sanzioni, \u00e8 sicuramente pi\u00f9 produttivo tentare delle nuove strade, intraprendere la cultura della premialit\u00e0 per coloro che fanno le cose perbene.<br>Inoltre sar\u00e0 molto utile rimettere mano sugli appalti poich\u00e9 non possono essere assegnati con il criterio del &#8220;massimo ribasso&#8221;, i lavori dovranno essere assegnati non sulla base del prezzo minore ma della maggiore qualit\u00e0, che significa anche pi\u00f9 sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I numeri\u200b:<\/strong><br><em>1.017 &#8211; Denunce di incidente mortale sul lavoro registrate dall\u2019Inail nei primi dieci mesi del 2021 (-1,8%)<br>448.110 &#8211; Denunce di infortunio registrate dall\u2019Istituto tra gennaio e ottobre di quest\u2019anno (+6,3%)<br>45.395 &#8211; Patologie di origine professionale denunciate nei primi dieci mesi dell\u2019anno (+24% sul 2020)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ripresa delle attivit\u00e0 economiche ha determinato un incremento degli incidenti. 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