{"id":1390,"date":"2022-01-04T14:38:56","date_gmt":"2022-01-04T14:38:56","guid":{"rendered":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1390"},"modified":"2022-01-07T18:23:13","modified_gmt":"2022-01-07T18:23:13","slug":"tecnologie-per-la-didattica-e-linsegnante-tecnologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1390","title":{"rendered":"Tecnologie per la didattica e l\u2019insegnante tecnologico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">La tecnologia a scuola<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno delle scuole, l\u2019uso dei PC, della LIM, dei laboratori informatici, dei tablet evidenziano la permeante diffusione della tecnologia, che sta velocemente condizionando la stessa \u201cazione didattica\u201d. Appare pertanto doveroso fare una riflessione su quali sono le conseguenze della tecnologia nel nostro secolo: il \u201cnuovo ruolo\u201d che ha l\u2019insegnante in classe.<br>Un\u2019indagine condotta su alcune universit\u00e0 americane ha evidenziato come le attivit\u00e0 scolastiche sviluppate completamente attraverso l\u2019e-learning siano rilevate perlopi\u00f9 inadeguate, in quanto gli studenti presenti alle lezioni sono molto pi\u00f9 bravi e preparati.<br>Questo porta a riflettere sull\u2019importanza che diamo alle nuove tecnologie: esse infatti sono strumenti di cui disponiamo, cos\u00ec come lo sono sempre state i fogli e le lavagne; dobbiamo essere noi in grado di valutarne in modo responsabile e critico l\u2019utilit\u00e0 e le modalit\u00e0 di utilizzo.<br>Nella pedagogia, ed in generale nelle scelte didattiche che si basano sempre di pi\u00f9 su una combinazione di materiali e mezzi scientificamente organizzata, si affacciano in modo crescente nuovi mezzi di insegnamento e di apprendimento applicati alla tecnologia; in questo contesto l\u2019insegnante \u00e8 l\u2019elemento cruciale di mediazione tra alunni, conoscenze, abilit\u00e0 e media.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/universitaesicurezza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Articolo-Tecnologia-a-scuola-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1391\" srcset=\"https:\/\/universitaesicurezza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Articolo-Tecnologia-a-scuola-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/universitaesicurezza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Articolo-Tecnologia-a-scuola-300x200.jpg 300w, https:\/\/universitaesicurezza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Articolo-Tecnologia-a-scuola-768x512.jpg 768w, https:\/\/universitaesicurezza.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Articolo-Tecnologia-a-scuola.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>LA \u201cMENTE AUMENTATA\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo studioso americano Marc Prensky, sostiene che oggi gli esseri umani hanno bisogno di menti \u201cmigliori\u201d, \u201caumentate\u201d,\u201d2.0\u201d. I potenziamenti non stanno venendo solo o per lo pi\u00f9, dai rapidi progressi che stanno avvenendo nella comprensione del funzionamento fisico del cervello. \u00c8 vero che le neuroscienze stanno portando alla luce nozioni rilevanti in ambito di apprendimento, come il fatto che abbiamo raggiunto la certezza che i cervelli umani (e non), cambino dal punto di vista fisico in risposta all\u2019ambiente in cui sono inseriti, e lo hanno sempre fatto (a questo riguardo sono interessantissimi sia gli studi sull\u2019epigenetica condotti da Bruce Lipton, che la nuova concezione del funzionamento del nostro cervello legata ai concetti della fisica quantistica). Prensky afferma per\u00f2 che la notizia pi\u00f9 eclatante per l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 che la potenza del nostro cervello sta crescendo \u201cesternamente\u201d, tramite una nuova simbiosi con la nostra tecnologia, grazie alla quale la mente umana, cio\u00e8 il cervello che usiamo tutti i giorni, sta rapidamente acquisendo ulteriore potenza e capacit\u00e0: concependo il cervello e la mente in senso pi\u00f9 ampio (e non metaforico), rispetto a quello di semplice struttura fisico-biologico-chimico-elettrica del nostro corpo, ovvero, se li consideriamo come frutto dell\u2019interazione tra quello che sta nelle nostre teste e le tecnologie che ci circondano, ci rendiamo conto che quel che sta espandendo i nostri cervelli in questa prima parte del XXI secolo \u00e8 essenzialmente la tecnologia.<br>L\u2019evoluzione della mente e del cervello \u00e8 strettamente collegata al rapido sviluppo e progresso della tecnologia: \u00e8 l\u2019integrazione simbiotica della tecnologia con le nostre menti che sta producendo il cosiddetto \u201cpotenziamento della mente\u201d. Prensky continua asserendo che adattarci e prosperare in questo nuovo contesto, siamo chiamati ad ampliare le nostre abilit\u00e0. La tecnologia sta gi\u00e0 facendo succedere tutto ci\u00f2: sta estendendo e \u201cliberando\u201d le menti in tanti modi efficaci e vantaggiosi, rendendoci migliori e sempre pi\u00f9 liberi, ma solo se sapremo svilupparla ed utilizzarla in modo saggio. Oggi gli esseri umani possono concentrarsi di pi\u00f9, calcolare di pi\u00f9, analizzare di pi\u00f9, connettersi di pi\u00f9, comunicare di pi\u00f9 e creare di pi\u00f9 di quanto abbiano mai fatto prima in tutta la loro storia, solo grazie alla tecnologia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA PREPARAZIONE DELL\u2019INSEGNANTE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019applicazione metodologico-didattica delle moderne tecnologie necessita di una formazione approfondita e costante da parte dell\u2019insegnante, al quale gi\u00e0 sono richieste sia specifiche competenze linguistiche che psico-pedagogiche, una marcata sensibilit\u00e0 didattica e un\u2019apertura alla ricerca sia in campo professionale che tecnologico.<br>Le tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione (ICT) si configurano come occasioni di facilitazione e potenziamento dell\u2019opera di mediazione culturale degli insegnanti: \u00e8 necessario introdurre in modo ordinario, organico e diretto le ICT nell\u2019insieme delle attivit\u00e0 didattiche.<br>Saper come usare le ICT su una base espressamente pedagogica vuol dire in primo luogo essere in grado di selezionare gli ambienti di lavoro da sottoporre agli allievi in funzione della loro effettiva congruenza con i diversi obiettivi e con i contesti formativi. Ci\u00f2 comporta che alla conoscenza delle procedure di installazione e di manutenzione dell\u2019ambiente di lavoro, all\u2019apprendimento della sua struttura funzionale, alla lettura ed alla consultazione della relativa documentazione, vanno affiancate la progettazione e la realizzazione di percorsi didattici funzionali alle nuove situazioni di apprendimento. Gli insegnanti necessitano di occasioni di formazione permanente e non di un addestramento \u201cuna tantum\u201d. Allo stesso tempo quelle che sono le attivit\u00e0 di supporto e di consulenza, relative sia all\u2019attivit\u00e0 didattica che alla selezione e costruzione di percorsi formativi, devono essere centrate sui modelli operativi e cognitivi proposti dagli ambienti digitali e sulla loro \u201cspendibilit\u00e0\u201d per il successo formativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CHI \u00c8 L\u2019INSEGNANTE TECNOLOGICO?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I docenti sono coloro che, in maggior misura, risentono del ruolo detenuto dalle nuove tecnologie nella riforma scolastica e coloro su quali ricade maggiormente la responsabilit\u00e0 di assorbire i mutamenti innescati. Va sottolineata la rilevanza degli insegnanti nello sviluppo degli aspetti innovativi della scuola: un docente, infatti, detiene un ruolo fondamentale nella formazione culturale e nell\u2019educazione dei propri alunni; egli deve rispecchiare il mutamento indotto dalle nuove tecnologie nei modi di comunicare, di condividere, di collaborare e, in ultimo esame, di apprendere degli esseri umani e si trova a dover riflettere sulle nuove conoscenze che deve acquisire.<br>Questo implica un\u2019innegabile trasformazione che investe lo status abituale nel quale i professori si trovano a svolgere il loro lavoro: le tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione (ICT) li portano a divenire, e riconoscersi, parte di una comunit\u00e0 di pratica, che condivide approcci, metodologie, tecniche e strumenti, favorendo in modo sensibile l\u2019interazione con altri professori, sia della propria disciplina sia di discipline diverse. L\u2019uso del computer, infatti, pu\u00f2 caldeggiare notevolmente la realizzazione di lavori interdisciplinari, incoraggiando scambi d\u2019informazione, condivisione di materiali e progetti comuni. Ci\u00f2 che viene chiesto principalmente \u00e8, quindi, questo costante sforzo ad aprirsi ai nuovi modi di apprendere e ai nuovi strumenti di produttivit\u00e0 di pensiero e di collaborazione costituiti dai sistemi informatici, ad assumere consapevolmente i cambiamenti che le nuove tecnologie inducono nelle discipline stesse, eventualmente a modificarne in parte la modalit\u00e0 di trasmissione. Un insegnante si trova a riflettere sulla sua capacit\u00e0 di utilizzare la tecnologia per migliorare e facilitare il processo d\u2019apprendimento della propria disciplina da parte dei propri alunni e ad organizzare la classe perch\u00e9 queste possano essere sfruttate in modo efficace. Accanto a tutto ci\u00f2, naturalmente, cresce anche il timore dei docenti di fronte al rapido evolversi della tecnologia e al giusto modo per veicolarla. Oltre ad una presa di visione dei propri limiti, pu\u00f2 crescere l\u2019incertezza nei riguardi del proprio ruolo: l\u2019insegnante si trova di fronte ad una classe composta da ragazzi nati in un contesto tecnologizzato, gi\u00e0 avvezzi a maneggiarne gli strumenti o a comprenderne le propriet\u00e0. Un docente spesso si \u00e8 dovuto adattare (e anche molto rapidamente), ha cominciato con scetticismo, ha avuto problemi di semplice manualit\u00e0 e ha dovuto dedicare molte ore per apprendere un ambiente operativo. Di fronte alla tecnologia si trova in difetto, incerto, non capace di rispondere a tutte le domande o curiosit\u00e0 che il computer suscita, dovendo accettare a volte di non sapere o di essere smentito da un alunno, che non \u00e8 raro che ne sappia di pi\u00f9. \u00c8 necessario rendersi disponibili allo stato di cose, abbracciare una prospettiva serena: nella tradizione il sapere \u00e8 chiuso nella scuola, l\u2019uso della rete apre il contesto, introduce un elemento di imprevisto e questo, se viene gestito bene dal docente, pu\u00f2 essere un grande vantaggio, una grande opportunit\u00e0. L\u2019insegnante assume quindi un nuovo ruolo, quello di guida, di supporto, con la responsabilit\u00e0 di fornire le linee portanti del lavoro, i contenuti didattici, ma permettendo ai propri studenti di elaborarli liberamente.<br>Gli insegnanti pi\u00f9 moderni \u2013 forse i pi\u00f9 \u201cestremisti\u201d \u2013 ovvero quelli che da tempo hanno abbracciato le tecnologie digitali e che non muovono un passo senza il loro computer, costantemente connessi alla rete, spesso gestiscono siti, forum, blog su cui immettono corsi, approfondimenti, compito ed esercizi della loro materia.<br>Questo lavoro supplementare, che richiede comunque uno sforzo in termini di tempo e risorse cognitive, forse non \u00e8 sempre ripagato. L\u2019obbiettivo \u00e8 quello di essere di supporto, di dare possibilit\u00e0 di ricevere formazione anche a coloro che non possono frequentare, che lavorano, che sono ammalati o che sono semplicemente distanti, e che attraverso queste risorse possano trovare sicuro beneficio.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo distinguere quattro tipologie di insegnante tecnologico:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019insegnante che usa le tecnologie nella didattica ordinaria;<\/li><li>L\u2019insegnante che si serve del Web per comunicare con gli studenti, genitori e colleghi;<\/li><li>L\u2019insegnante che costruisce ambienti di apprendimento \u201ce-learning\u201d con siti, forum e blog da cui scaricare corsi ed esercizi;<\/li><li>L\u2019insegnante che conduce corsi sulle tecnologie (che per\u00f2 spesso non se ne avvale).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019AZIONE DIDATTICA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019azione didattica, la domanda che ci si deve porre come docenti \u00e8 la seguente: \u201ccome pu\u00f2 o meglio dove deve essere indirizzata l\u2019azione didattica considerando il potere della tecnologia\u201d? Lo studioso Michele Facci sostiene la tesi che il connubio tra \u201cera digitale\u201d e didattica, non consiste solo, nell\u2019inserire una LIM o dei tablet in una classe, e non si tratta nemmeno di utilizzare un ambiente virtuale di apprendimento o un social network per la didattica, ma che, fare scuola \u201cnell\u2019Era digitale\u201d, significa poter scegliere, con adeguato senso critico, le tecnologie e le modalit\u00e0 per inserirle nei processi formativi. \u00c8 quindi fondamentale capire se \u00e8 cambiato qualcosa e come, quali sono i nuovi stili di apprendimento, socializzazione e comunicazione, comprendere se e come vi siano reali cambiamenti cognitivi negli studenti di oggi. Lo studioso Facci sostiene che gli strumenti a disposizione di scuola e insegnanti per non ignorare il mondo dei ragazzi, ormai cos\u00ec intriso dai social media, sono le persone: utilizzare smartphone, e tablet anche a scuola \u00e8 sicuramente la strada migliore che gli insegnanti possano percorrere nella loro azione didattica. Questo utilizzo ha profonde radici didattiche e pedagogiche, infatti cos\u00ec si valorizza quello che i ragazzi utilizzano nella loro quotidianit\u00e0. Lo scopo della scuola nell\u2019\u201cEra digitale\u201d, \u00e8 unire le conoscenze dei docenti anche a quelle dei ragazzi, cosicch\u00e9 questi ultimi, si sentiranno pi\u00f9 forti e sicuri nell\u2019uso della tecnologia. L\u2019insegnante non deve diventare un \u201cesperto informatico\u201d, bens\u00ec un \u201cesperto di contenuto\u201d, il ruolo dell\u2019insegnante \u00e8 veicolare attraverso le tecnologie. In psicologia si usa spesso il termine \u201cecologico\u201d, che in tale ambito prende il senso di utilizzare un qualcosa che \u00e8 naturale: in questo caso per i ragazzi \u00e8 la tecnologia. I docenti devono capire che \u00e8 naturale per i ragazzi apprendere con la tecnologia. Se i ragazzi non sanno qualcosa oggi, vanno a reperire informazioni da internet, se loro hanno bisogno anche solo di approfondire qualunque argomento, utilizzano il web.<br>D\u2019altro canto, non possiamo neanche pensare di avere una scuola solo completamente digitale. \u00c8 necessario favorire un approccio didattico equilibrato, cio\u00e8 inserire le tecnologie con equilibrio, per cui integrare le azioni didattiche classiche con l\u2019apporto di mezzi tecnologici. Provare, ad esempio a leggere una poesia: recitarla attraverso la voce, trascriverla e analizzarla sulla LIM. La scuola non ha quindi bisogno di strumenti intesi come meramente tecnologici, ha bisogno di strumenti conoscitivi, di strategie didattiche per potersi avvicinare al mondo dei giovani, che \u00e8 sempre pi\u00f9 diverso dal classico paradigma della scuola, facendo un salto di qualit\u00e0 in avanti che valorizza le tecnologie. Un ragazzo che vive questo tipo di scuola, \u00e8 pi\u00f9 attento, pi\u00f9 motivato, quindi pi\u00f9 predisposto all\u2019apprendimento.<br>I bisogni dei ragazzi sono gli stessi, non c\u2019\u00e8 un cambio di specie, i \u201cnativi digitali\u201d, hanno gli stessi bisogni delle generazioni precedenti, hanno solo strumenti diversi. E qui nasce una evoluzione: \u201cquella dell\u2019insegnante\u201d.<br>Il docente ha cambiato in parte il suo ruolo, gli alunni oggi, con l\u2019aiuto della tecnologia potrebbero reperire da soli il sapere: il docente deve avere il ruolo di orientatore: i giovani non posso essere lasciati da soli nel web, perch\u00e9 non avrebbero chi li aiuta e li indirizza nella loro gestione delle emozioni; hanno bisogno di una figura di riferimento che li guidi, nell\u2019apprendimento di nuove conoscenze. Prensky parla di \u201csaggezza digitale\u201d: \u201cUnire le potenzialit\u00e0 delle tecnologie, fugandone i pericoli, alle potenzialit\u00e0 della mente\u201d, significa attuare una compensazione dei limiti. L\u2019insegnate deve essere abile, nel comunicare la potenza della tecnologia, ricordando sempre, da un punto di vista neuro-scientifico, che il giovane non pensa come un adulto, semplicemente, non ha ancora sviluppato le capacit\u00e0 necessarie. La rivoluzione digitale, infatti, che rivela un suo momento particolare nella diffusione della tecnologia Cloud, ha influenzato gli stili di vita, di comunicazione, di socializzazione e di apprendimento, ponendo nuove competizioni agli insegnanti. I docenti sono chiamati a educare generazioni di ragazzi che spesso utilizzano in modo naturale, veloce e spontaneo strumenti tecnologici. Compito del docente, \u00e8 sicuramente quello di offrire, di mostrare la cornice culturale, le modalit\u00e0 di approccio e le indicazioni che possono aiutarli e sostenerli nella loro azione quotidiana a favore della crescita e dello sviluppo dei discenti nell\u2019era digitale.<br>La predisposizione di un progetto on-line ed una un\u2019equilibrata combinazione di mezzi, pu\u00f2 offrire ad insegnanti ed alunni un mezzo di apprendimento interessante, motivante ed efficace.<br>Questa prospettiva formativa deve guidare l\u2019insegnante a selezionare gli interventi didattici pi\u00f9 adeguati al gruppo\/classe, in modo da permettergli di far conseguire a tutti gli allievi gli obiettivi programmati nell\u2019ambito di studio, valorizzando le diversit\u00e0 e le risorse individuali e promuovendo adeguate opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti. Diventano quindi sostanziali gli obiettivi formativi, coerenti con quelli didattici e a essi trasversali, favorendo la creazione di una complementariet\u00e0 produttiva per gli studenti.<br>Il fulcro dell\u2019attivit\u00e0 didattica \u00e8 quello di realizzare gli obiettivi attraverso la mediazione coerente dell\u2019insegnante, che si pone nei confronti degli allievi in modo tale che non si creino contraddizioni tra il proprio comportamento e le mete prefissate: come si pu\u00f2 comunemente osservare, si stabilisce un rapporto direttamente proporzionale tra il tipo di approccio relazionale dell\u2019insegnante e gli esiti conseguiti dagli allievi.<br>Diviene necessario che tra docente e discente si instauri un rapporto \u201cinterattivo\u201d, che oltre all\u2019apporto di conoscenza, guida, controllo e modello che il docente deve offrire, preveda che quest\u2019ultimo riesca a far sorgere nello studente fiducia, responsabilit\u00e0, creativit\u00e0 e graduale autonomia di comportamento e di giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONSIDERAZIONI PERSONALI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono un \u201cragazzo\u201d del \u201867, per cui ho vissuto in prima persona il passaggio all\u2019utilizzo di tecnologie informatiche all\u2019interno delle scuole: in prima superiore, all\u2019ITC M. Buonarroti di Arezzo ero addirittura in una classe sperimentale dove un\u2019ora a settimana di matematica veniva sostituita con un\u2019ora di informatica (Turbo Pascal e Lotus 123). Gli insegnanti che avevo a quel tempo non erano degli informatici, credo che fossero pi\u00f9 degli appassionati di tecnologia (quelli che oggi chiameremo \u201cgeek\u201d) che hanno frequentato qualche corso pionieristico per l\u2019insegnamento dell\u2019informatica nelle scuole. Hanno avuto comunque il merito di trasmettermi la loro passione per quel \u201cnuovo\u201d mezzo tecnologico che \u00e8 il computer.<br>La conoscenza e l\u2019utilizzo dell\u2019informatica mi ha condizionato (credo) perlopi\u00f9 positivamente, dandomi delle modalit\u00e0 di pensiero e di ragionamento che in effetti vedo molto diverse in chi non ha avuto la fortuna di seguire il mio percorso di studi e le mie passioni. Tutt\u2019oggi nel mio ambiente di lavoro vengo considerato il \u201ctecnologico\u201d del gruppo, ovvero quello a cui rivolgersi quando un PC, un tablet o un telefono hanno qualche problematica.<br>Avendo appreso molto di quello che so prettamente da autodidatta, capisco la necessit\u00e0 che hanno le nuove generazioni di avere insegnanti che sappiano parlare il loro linguaggio (composto da #hashtag, parole inglesi prese dai videogiochi e messaggi composti quasi solo di consonanti), attraverso i mezzi con cui loro stesso lo esprimono (SMS, WhatsApp, Twitter, Skype, videochiamate e simili). \u00c8 fondamentale quindi cercare quanto pi\u00f9 possibile di stare al passo per non trovarsi in una situazione di gap tecnologico che pu\u00f2 creare crescenti difficolt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tecnologia a scuola All\u2019interno delle scuole, l\u2019uso dei PC, della LIM, dei laboratori informatici,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1392,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-1390","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-technologie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1390"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1390\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1393,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1390\/revisions\/1393"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}