{"id":1401,"date":"2022-01-04T14:59:32","date_gmt":"2022-01-04T14:59:32","guid":{"rendered":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1401"},"modified":"2022-01-07T18:22:49","modified_gmt":"2022-01-07T18:22:49","slug":"le-nuove-tecnologie-nella-didattica-a-distanza-per-lemergenza-covid-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=1401","title":{"rendered":"Le nuove tecnologie nella didattica a distanza per l\u2019emergenza Covid-19"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size\">Le tecnologie nella didattica non sono una novit\u00e0 ma occorre riflettere sull&#8217;uso nella didattica a distanza<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le tecnologie nella didattica a distanza<\/strong><br>L\u2019utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica, specie nella didattica a distanza che da qualche settimana \u00e8 divenuto tema rovente a causa dell\u2019emergenza sanitaria, non costituisce affatto una novit\u00e0.<br>Si tende erroneamente a pensarlo perch\u00e9 sono nuovi gli strumenti tecnologici che vengono di volta in volta introdotti, ma non \u00e8 nuovo, in generale, l\u2019utilizzo di nuove tecnologie nella didattica.<br>Per avere un\u2019idea dell\u2019evoluzione dell\u2019uso delle tecnologie applicate alla didattica suggeriamo la lettura di un paio di testi.<br>Il primo \u00e8 di Larry Cuban, professore emerito della Stanford University e presidente della American Educational Research Association, che nel suo testo \u201cTeachers and Machines: The Classroom Use of Technology Since 1920\u201d (Insegnanti e macchine: l\u2019uso in classe della tecnologia a partire dal 1920) ripercorre la storia di film, radio, televisione e computer nel sistema educativo americano fino ai primi anni \u201980 del secolo scorso.<br>Il secondo testo, utile a comprendere l\u2019evoluzione dell\u2019uso delle tecnologie nella didattica, conferma le conclusioni del Professor Cuban sui computer nelle scuole fino ai primi anni 2000, ed \u00e8 \u201cThe Flickering Mind: The False Promise of Technology in the Classroom, and how Learning Can be Saved\u201d (La mente fluttuante: come salvare l\u2019istruzione dalle false promesse della tecnologia) del giornalista Todd Oppenheimer.<br>Si tratta di due autori che hanno esaminato la realt\u00e0 statunitense ma le cui conclusioni sono applicabili ad ampio spettro.<\/p>\n\n\n\n<p>In Italia poi in molti ancora ricordano l\u2019uso della TV come strumento didattico, grazie al programma \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi\u201d organizzato dal Ministero della Pubblica Istruzione e condotto dal maestro Alberto Manzi sulle reti RAI dal 1960 al 1968. Il nome completo del programma era \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell\u2019adulto analfabeta\u201d.<br>Ebbene, in quell\u2019occasione veniva sperimentata una didattica a distanza, verso chi seguiva il programma da casa (grazie alle lezioni a distanza del maestro Manzi quasi un milione e mezzo di italiani conseguirono la licenza elementare), ma anche una didattica che si potrebbe definire \u201cmultimediale\u201d per l\u2019impiego di registrazioni audio e filmati che a quel tempo costituiva un impiego all\u2019avanguardia delle nuove tecnologie nella didattica.<br>Rifarsi a questa esperienza di ormai 60 anni fa non \u00e8 affatto anacronistico. Nei primi anni \u201990, sempre in Rai, \u00e8 stato riproposto un remake di \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi\u201d mentre nel Rai Educational mandava in onda \u201cNon \u00e8 m@i troppo tardi\u201d, un programma di alfabetizzazione informatica. Inutile sottolineare la diffusione nel mondo del format, riproposto in ben 72 Paesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma cosa ci resta di quell\u2019esperienza e quali sono le differenze rispetto a quel tipo di didattica a distanza e le difficolt\u00e0 che i docenti devono affrontare oggi nella moderna didattica a distanza?<br>Cerchiamo di mettere a fuoco le principali differenze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Didattica a distanza: interattivit\u00e0 ed inclusivit\u00e0<\/strong><br>Internet, computer, smartphone e tablet hanno senz\u2019altro il vantaggio, rispetto alle precedenti tecnologie utilizzate nella didattica a distanza, dell\u2019interattivit\u00e0.<br>Mentre TV e radio prevedono un utilizzo didattico che relega l\u2019apprendente al ruolo di soggetto \u201cpassivo\u201d, \u00e8 un innegabile passo avanti l\u2019introduzione di interattivit\u00e0 capaci di coinvolgere e riposizionare gli attori del processo didattico rendendoli fattivamente partecipi nell\u2019apprendimento. Occorre quindi saper sfruttare la familiarit\u00e0 con i nuovi media che hanno gli studenti ed utilizzarla come leva per mantenere vive motivazione ed attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 necessita ovviamente di un adattamento al mezzo dell\u2019azione didattica e di una necessaria e conseguente consapevolezza, da parte degli insegnanti, delle potenzialit\u00e0 degli strumenti hardware e software a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Docenti ed esperti hanno tuttavia avvertito l\u2019esigenza di sottolineare come questa didattica non sia completamente democratica, nonostante l\u2019ampia diffusione di smartphone con cui accedere a piattaforme e videolezioni. Viviamo in un Paese che ha ancora aree di digital divide dove \u00e8 difficile avere a disposizione connessioni ad Internet adeguate per delle videolezioni.<br>Inoltre si fa ancor pi\u00f9 evidente una realt\u00e0 sommersa e non sempre stata presa in considerazione. Non \u00e8 raro che nelle famiglie non si disponga di connessione ad Internet e di un numero di dispositivi sufficienti per consentire a tutti i membri una fruizione della didattica a distanza che rischia di diventare discriminatoria e non inclusiva.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le tecnologie nella didattica: insegnare, con il digitale, a nativi digitali<\/strong><br>Se avete fatto videolezioni, didattica a distanza con l\u2019uso di qualunque software o semplicemente se i vostri figli continuano l\u2019anno scolastico con le lezioni a distanza, vi sarete resi conto che c\u2019\u00e8 una differenza tra quella che era la didattica del maestro Manzi in TV e quella a cui i docenti sono chiamati oggi.<br>Il maestro Manzi non aveva competenze tecnologiche, si limitava ad insegnare, fruendo del supporto tecnico di telecineoperatori e di tutto l\u2019apparato RAI.<br>Gli insegnanti invece, da quando la didattica a distanza \u00e8 divenuta l\u2019unica possibilit\u00e0 di proseguire l\u2019anno scolastico a causa dell\u2019emergenza sanitaria da coronavirus, hanno dovuto acquisire rapidamente le competenze e la familiarit\u00e0 con alcune App mai utilizzate prima.<\/p>\n\n\n\n<p>I docenti scendono dalla cattedra ed entrano nell\u2019inquadratura di una webcam. In questa situazione, impensabile all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico, si sono trovati su un piano in cui gli studenti, nativi digitali, hanno, se non competenze maggiori, almeno maggiore familiarit\u00e0 e dimestichezza, con l\u2019utilizzo di queste tecnologie.<\/p>\n\n\n\n<p>Si sono quindi trovati ad operare in classi virtuali in cui non erano mai entrati prima, hanno dovuto scegliere uno o pi\u00f9 software da usare e riadattare i contenuti didattici alla nuova situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre non \u00e8 facile sentirsi subito a proprio agio in una classe virtuale mentre si \u00e8 fisicamente nell\u2019ambiente domestico; occorrono competenze ulteriori per esempio per gestire le inquadrature ed evitare narici in primo piano e soffitti sullo sfondo oppure per saper gestire i problemi di connessione degli studenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il problema dei compagni di banco che disturbano la lezione in classe parlottando tra di loro ma sorgono altri inconvenienti: l\u2019intrusione in videolezioni da parte di estranei o addirittura l\u2019esclusione del docente da una videolezione da parte degli stessi studenti. Tutti ci\u00f2 \u00e8 possibile perch\u00e9 vengono utilizzate tecnologie nella didattica che non sono nativamente programmate per questo tipo di didattica e non consentono, per esempio, adeguati poteri di amministrazione da parte dell\u2019insegnante che si ritrova a non poter gestire il gruppo classe come vorrebbe.<br>Il corpo docente \u00e8 quindi chiamato ad affrontare una sfida ulteriore e ad adattarsi ad ambienti didattici nuovi, in alcuni casi del tutto alieni, con le difficolt\u00e0 di sempre, come la vivacit\u00e0 degli studenti, che assumono per\u00f2 nuovi contorni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il ruolo insostituibile del docente e l\u2019importanza della progettazione<\/strong><br>Primo compito che si riconosce alla scuola digitale in queste settimane \u00e8, ancor prima che trasferire contenuti disciplinari, tenere vive le relazioni.<br>Aspetto particolarmente difficile perch\u00e9 con l\u2019introduzione di nuove tecnologie nella didattica, si rischia di perdere di vista il fatto che la didattica, prima di essere un trasferimento di conoscenze, \u00e8 uno scambio personale tra docente e studenti. Questo rapporto rischia di sbiadirsi attraverso la webcam, perch\u00e9 viene a mancare la vicinanza, la prossimit\u00e0. A distanza \u00e8 difficile essere naturali e l\u2019empatia viene penalizzata anche dalla migliore tecnologia possibile che inevitabilmente non pu\u00f2 restituire al 100% la vivacit\u00e0 della relazione.<br>Tutto questo rafforza l\u2019evidenza che il docente non \u00e8 mai completamente sostituibile. Il suo ruolo si esprime e si impreziosisce anche quando, all\u2019inizio del collegamento video, saluta e chiede agli studenti \u201ccome va?\u201d e li fa parlare. Non bisogna dimenticare, soprattutto nella didattica a distanza, che lo studente non \u00e8 un mero esecutore di compiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cosa significa usare le tecnologie nella didattica a distanza? Non certo fare lezione agli studenti che guardano il docente come fosse in televisione altrimenti si tratterebbe di riproporre lo schema del maestro Manzi che era all\u2019avanguardia negli anni 60 ma che oggi risulterebbe anacronistico. Allora la lezione a distanza pu\u00f2 funzionare se \u00e8 breve, precisa e se magari si videoregistra. In alcuni casi i collegamenti hanno gi\u00e0 dei limiti imposti dai software nelle versioni edu. Le videolezioni troppo lunghe non reggono, non solo perch\u00e9 gli studenti possono risentire di connessioni ballerine e della congestione della rete, ma anche perch\u00e9 distrarsi \u00e8 facile quando manca lo sguardo attento del docente o perch\u00e9 si utilizza per la didattica quegli strumenti che fino a poco tempo prima erano considerati solo come strumenti di gioco e di svago. Come fare quindi?<\/p>\n\n\n\n<p>P<strong>rogettare, progettare, progettare<\/strong><br>Il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, attraverso la nota del 17 marzo 2020, sottolinea la grande importanza dell\u2019azione di progettazione: le attivit\u00e0 di didattica a distanza, come ogni attivit\u00e0 didattica, per essere tali, prevedono la costruzione ragionata e guidata del sapere attraverso un\u2019interazione tra docenti e alunni.<\/p>\n\n\n\n<p>Pier Cesare Rivoltella, presidente del CREMIT (Centro di Ricerca sull\u2019Educazione ai Media all\u2019Innovazione e alla Tecnologia) definisce la progettazione come lo \u201cstudio di una sceneggiatura con la scelta di materiali da mettere a disposizione prima (della lezione), indicazioni di lavoro precise, ricorso alla comunicazione sincrona (chat e videocomunicazione) per chiarire i dubbi e discutere i problemi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il solo invio di materiali o la mera assegnazione di compiti, che non siano preceduti da una spiegazione relativa ai contenuti in argomento o che non prevedano un intervento successivo di chiarimento o restituzione da parte del docente, dovranno essere abbandonati, perch\u00e9 privi di elementi che possano sollecitare l\u2019apprendimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio su questo ultimo punto si sono accesi molti dibattiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se nei primi momenti di chiusura delle scuole, l\u2019invio di compiti poteva essere non solo tollerato, ma anche funzionale, ora, dopo settimane di sospensione delle attivit\u00e0, \u00e8 necessario e doveroso mutare la definizione delle attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni studenti, ad esempio, non possiedono un pc e utilizzano per le attivit\u00e0 solo lo smartphone. Se, i problemi di connettivit\u00e0 sono gi\u00e0 noti, sussistono altre problematicit\u00e0, non familiari per i docenti, relative all\u2019accesso a piattaforme e contenuti digitali che non sono sempre supportate nei dispostivi mobili (non sono sempre cio\u00e8, per dirla con termini tecnici, crossplatform e crossbrowser).<br>In alcuni casi gli studenti non possiedono una stampante domestica; anche tra i docenti non tutti ne avevano a disposizione una e solo da poco \u00e8 possibile utilizzare il bonus docenti per l\u2019acquisto di stampanti, webcam e periferiche per la didattica a distanza, precedentemente escluse da questi benefici.<\/p>\n\n\n\n<p>I docenti hanno poi un nuovo compito: quello di effettuare una scelta critica tra le infinite proposte che sono ora presenti. Non si tratta di scegliere una soluzione valida in assoluto, ma la scelta maggiormente inclusiva (che garantisca una reale accessibilit\u00e0) per quel gruppo classe in quello specifico contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Emerge la grande importanza del lavoro di squadra all\u2019interno del corpo docenti chiamato che dovr\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2013 effettuare scelte condivise (evitare ove possibile, ad esempio, la scelta di piattaforme differenti, orari delle lezioni che si accavallano\u2026 tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 creare grande confusione negli studenti e, di conseguenza, nelle famiglie);<br>\u2013 fornire un supporto ai docenti che non hanno elevate competenze digitali (e su questo punto entra in gioco la figura dell\u2019animatore digitale che assume un ruolo strategico);<br>\u2013 definire una progettazione precisa delle attivit\u00e0 per evitare sovrapposizioni (occorre evitare sovrapposizioni e curare che il numero dei compiti assegnati sia concordato tra i docenti, in modo da scongiurare un eccessivo carico cognitivo).<br>Qualche spunto di riflessione in pi\u00f9, sulla didattica a distanza e sull\u2019uso delle tecnologie nella didattica in quest\u2019anno scolastico unico, \u00e8 possibile trarlo dall\u2019interessante numero speciale di marzo 2020 della rivista Essere a Scuola, interamente dedicato ad insegnanti e allievi in questo periodo di \u201cscuola a casa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tecnologie nella didattica non sono una novit\u00e0 ma occorre riflettere sull&#8217;uso nella didattica a<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1402,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[],"class_list":["post-1401","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-technologie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1401"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1403,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1401\/revisions\/1403"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}