{"id":289,"date":"2018-11-12T12:29:38","date_gmt":"2018-11-12T12:29:38","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.everestthemes.com\/everestnews\/demo\/everest-news-pro-i\/?p=289"},"modified":"2022-01-07T18:44:08","modified_gmt":"2022-01-07T18:44:08","slug":"nano-technology-are-being-used-in-intel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=289","title":{"rendered":"Le nanotecnologie entrano a scuola: il progetto Nanolab"},"content":{"rendered":"<p>NanoLab \u00e8 partito nel 2011 nell&#8217;ambito del progetto Lauree Scientifiche ed \u00e8 un tentativo di proporre in Italia esperienze internazionali di successo in ambito educativo come i percorsi sulle nanoscienze proposti dalla National Nanotechnology Initiative.<\/p>\n<p>Parlare di nanotecnologie \u00e8 necessario ed \u00e8 una sfida complessa, che si pu\u00f2 vincere a partire dall\u2019educazione scolastica (leggi qui e qui). A che punto sono i programmi scolastici su queste discipline? La scuola in Italia \u00e8 attrezzata ad affrontare questa sfida? Ancora no, purtroppo, gli insegnanti hanno una forte preparazione di base ma hanno bisogno di trovare una guida esperta che li aiuti a mettere insieme nozioni e curiosit\u00e0 da trasmettere agli studenti. I luoghi ideali da cui partire sono l\u2019universit\u00e0 e i laboratori dove ogni giorno si fa ricerca su nanotecnologie e nuovi materiali. \u00c8 stato questo in sintesi lo spirito di Nanolab, un progetto ideato presso il Dipartimento di Fisica, Informatica e Matematica dell\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con l\u2019Istituto per le Nanoscienze CNR-NANO.<br \/>\nOltre la divulgazione: 4 idee chiave<\/p>\n<p>NanoLab \u00e8 partito nel 2011 nell\u2019ambito del progetto Lauree Scientifiche ed \u00e8 un tentativo di proporre in Italia esperienze internazionali di successo in ambito educativo come i percorsi sulle nanoscienze proposti dalla National Nanotechnology Initiative (NNI), nello specifico ispirandosi al progetto NANOYOU, con un approccio rimodellato per l\u2019occasione \u201cGli esperimenti di NANOYOU erano prettamente qualitativi, e avevano l\u2019obiettivo principale di impressionare lo spettatore, nella migliore tradizione divulgativa-museale\u201d, spiega Guido Goldoni di UniMoRe, a capo del progetto \u201cmentre i moduli Nanolab sono stati pensati pi\u00f9 in uno spirito da laboratorio di fisica, con la raccolta, la sistematizzazione e l\u2019interpretazione dei dati\u201d. NanoLab, cio\u00e8 \u00e8 un\u2019occasione di formazione vera e propria per gli insegnanti, andando oltre la dimensione puramente divulgativa. Attraverso incontri in laboratorio, seminari, kit di materiali e strumenti pratici, gli insegnanti imparano in prima persona cosa sono le nanoscienze e quali sono i punti critici di questa disciplina.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo passaggio di trasferimento del sapere pu\u00f2 essere particolarmente complesso e delicato. Il team di Nanolab ha guardato, anche in questo caso, all\u2019esperienza americana, introducendo nel percorso 4 key ideas in versione italiana, sulla scorta del progetto K-12: nanoparticelle, forze e superfici nano-strutturate, meccanica quantistica, materiali smart.<\/p>\n<p>Queste aree tematiche sono il supporto ideale per comprendere cosa succede e cosa cambia alle leggi della fisica quando si scende a livello della nano-scala, talmente prossima alle dimensioni dei singoli atomi che forze e fenomeni di solito trascurabili diventano predominanti e decisivi. Negli esperimenti di Nanolab, agli insegnanti viene per esempio mostrato come possono incidere le forze di Van der Walls sulle superfici o come la struttura di una materiale pu\u00f2 influenzare la conducibilit\u00e0 elettrica.<br \/>\nSecondo Annamaria Lisotti, una dei primi referenti e organizzatori di Nanolab, \u00e8 possibile proporre il modello anglosassone delle key ideas anche in Italia: \u201cLe 4 idee chiave scelte per il progetto Nanolab sono state scelte appunto per individuare concetti fondanti e imprescindibili da cui partire e allo stesso tempo consentono di allacciarsi al curriculum pi\u00f9 tradizionale della scuola italiana. Non \u00e8 insomma una prerogativa adatta al solo mondo anglosassone.\u201d<\/p>\n<p>Colmare il gap: il testimone passa agli insegnanti<\/p>\n<p>Per formalizzare nuovi linguaggi e nuovi percorsi educativi sulle nanoscienze, il ruolo degli insegnanti \u00e8 quindi centrale, e strategica la modalit\u00e0 scelta per renderli rpotagonisti attivi: la trasmissione delle conoscenze di questa nuova frontiera non avviene in modo piramidale, ma piuttosto collaborativo tra il mondo della ricerca e il corpo docente, dotandoli di kit formativi completi, con tanto di strumenti da laboratorio, offrendo accesso a seminari e workshop, e informazioni su come utilizzare le nuove competenze per il proprio curriculum vitae.<\/p>\n<p>Il progetto Nanolab \u00e8 un\u2019iniziativa ancora di nicchia nel nostro Paese. Senza molti altri precedenti, gli insegnanti che hanno finora preso parte al progetto, provenienti da tutta Italia, sono stati certamente motivati e spinti da una forte curiosit\u00e0 personale. Se da un lato questo rappresenta un dato incoraggiante, va rilevato che la sola spinta personale segnala per\u00f2 una lacuna preoccupante \u201cChe si tratti di nanoscienze, esplorazione spaziale o fisica quantistica, la difficolt\u00e0 nell\u2019introdurre a scuola le nuove frontiere della ricerca scientifica \u00e8 sempre la stessa: sono sempre e solo i docenti pi\u00f9 curiosi a osare, se possono\u201d continua Lisotti.<\/p>\n<p>\u201cUn ostacolo da superare nella scuola italiana \u00e8 la dicotomia tra la richiesta di un arricchimento dei programmi di scienze con un approccio pi\u00f9 sperimentale, magari con occhio di riguardo proprio ai nuovi materiali, e il mancato aggiornamento di materie di base, come fisica, relegate a uno stato prettamente teorico, con il rischio di spingere verso il solo teaching to test.\u201d<br \/>\nIntanto, la strada \u00e8 tracciata per superare invece quella che secondo Goldoni \u00e8 la prima grande barriera, quella che separa le nanoscienze dalla classe \u201cOrganizzare dei meri incontri una tantum tra noi ricercatori e le scuole ha un impatto pari quasi a zero nella diffusione delle nanoscienze. Collaborando con loro, noi ci siamo occupati di convincere gli insegnanti, tranquillizzarli e fornirgli tutti gli strumenti per essere autonomi in classe.\u201d<\/p>\n<p>Un terreno che rimane ancora piuttosto inesplorato, purtroppo, \u00e8 quello che riguarda i problemi di tipo etico, sociale e d\u2019impatto sulla salute delle nanotecnologie, in altri Paesi invece gi\u00e0 molto vivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NanoLab \u00e8 partito nel 2011 nell&#8217;ambito del progetto Lauree Scientifiche ed \u00e8 un tentativo di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":276,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[132,158],"class_list":["post-289","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-technologie","tag-intel","tag-nano-chips"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=289"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":915,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/289\/revisions\/915"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/276"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}