{"id":870,"date":"2020-03-26T15:45:14","date_gmt":"2020-03-26T15:45:14","guid":{"rendered":"http:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=870"},"modified":"2022-01-07T19:33:57","modified_gmt":"2022-01-07T19:33:57","slug":"lavoro-tra-sicurezza-e-produttivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=870","title":{"rendered":"Lavoro tra sicurezza e produttivit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>Svolgimento del saggio breve dell&#8217;ambito socio-economico<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p>La discussione potrebbe sicuramente iniziare ponendo l&#8217;accento sul primo articolo della Costituzione italiana; in esso si afferma che l&#8217;Italia sia fondata sul lavoro; inoltre l&#8217;articolo aggiunge che la Repubblica dovrebbe favorire e promuovere le condizioni che rendano effettivo questo diritto; il condizionale non si usa casualmente: \u201cdovrebbe garantire\u201d; ora pensare che tutto vada bene nel mondo lavorativo di un qualsiasi Paese sarebbe senza dubbio utopico; purtroppo per\u00f2 uno studente di scuola superiore che si accinge a terminare i suoi studi dopo la maturit\u00e0 \u00e8 consapevole che il mondo del lavoro per lui sar\u00e0 una giungla intricata e piena di pericoli; quindi sembra ovvio che il primo articolo della Costituzione potrebbe apparirgli  pirandellianamente grottesco.<br>\nSecondo recenti sondaggi gli studenti che frequentano l&#8217;universit\u00e0 sono consci che la scuola superiori gli abbia insegnato poco o nulla; sono inoltre ben consapevoli che per loro le facolt\u00e0 universitarie saranno per loro l&#8217;unico appiglio del futuro cui si aggrapperanno fino all&#8217;ultimo esame. Nasce spontaneo chiedersi perch\u00e9; \u00e8 chiaro: il lavoro non inserisce i giovani; se li inserisce li sottopaga e non li valorizza; questo sia dopo la maturit\u00e0 sia dopo la laurea.<\/p>\n\n\n\n<p>Come evidenziato nel rapporto ISFOL del 10 novembre 2007 in Italia si lavora; si \u00e8 precari per molti, molti anni  ma si lavora; inoltre sempre nel rapporto emergeva una discrepanza tra tra la domanda e l&#8217;offerta del lavoro e il dato che pi\u00f9 di tutti pu\u00f2 far riflettere sono le poche possibilit\u00e0 di carriera e l&#8217;alta percentuale tra le competenze di cui si \u00e8 in possesso in contrasto con i reali compiti lavorativi.<br> \u00c8 naturale soffermarsi quindi su una naturale conseguenza della mancanza di produttivit\u00e0 emersa dai suddetti dati: se i lavori qualificati da titoli di studio sono oggetto di tali e gravi problematiche \u00e8 chiaro che nei lavori manuali i dati e le reali condizioni lavorative siano ancora pi\u00f9 preoccupanti. Nel testo di L. Ricca del 1988 dove si parla della tutela dei lavoratori emergono dati che dovrebbero far riflettere sia i lavoratori e sia soprattutto coloro che dovrebbero tutelarli; nel testo l&#8217;autore pur ritenendo che ci volessero migliorie si mostrava possibilista su ulteriori cambiamenti in meglio; ebbene rileggendo tali frasi nel 2008 chiunque si renderebbe conto che ora regni un estremo pessimismo sulle reali condizioni lavorative degli operai italiani.<\/p>\n\n\n\n<p>A tal riguardo dal 15 maggio 2008  in virt\u00f9 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 sono vigenti nella legislazione italiana una serie di norme che precedendo addirittura l&#8217;arresto fino a 18 mesi e sanzione amministrativa fino a 24 mila euro per il datore di lavoro che non rispetti le norme previste dal nuovo testo in materia di salute e sicurezza sul lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si potrebbe domandare come si sia potuti arrivare a tale riforma legislativa che per certi versi sembra essere figlia di una serie di problematiche legate al mondo del lavoro; infatti, tale provvedimento \u00e8 stato reso necessario anche dai tragici eventi ed infortuni occorsi recentemente e frutto di un&#8217;ampia convergenza delle forze politiche presenti in parlamento: esso per cos\u00ec dire &#8220;ridisegna la materia della salute e sicurezza sul lavoro le cui regole \u2013 fino ad oggi contenute in una lunga serie di disposizioni succedutesi nell\u2019arco di quasi sessanta anni \u2013 sono state rivisitate e collocate in un\u2019ottica di sistema&#8221;.<br>\nTra gli interventi pi\u00f9 importanti indichiamo: innanzitutto l&#8217;obbligo del datore di lavoro alla formazione nonch\u00e9 l&#8217;informazione e addestramento del lavoratore; sanzioni pi\u00f9 severe per le imprese che violano le norme in materia di sicurezza; nei casi pi\u00f9 gravi di incidenti con feriti o morti con colpa dell&#8217;azienda sospensione dell&#8217;attivit\u00e0, sanzioni amministrative fino a 1.500.000 euro ed interdizione alla collaborazione con la pubblica amministrazione; responsabilit\u00e0 dell&#8217;appaltatore in merito agli incidenti che accadono ai lavoratori delle ditte appaltatrici; estensione delle tutele ai lavoratori flessibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante tale provvedimento il lavoratore italiano deve affrontare ogni giorno problemi legati all&#8217;insicurezza nel mondo del lavoro: per quanto se ne dica sui giornali o in televisione, le morti sul lavoro esistono da anni; solo recentemente lo Stato italiano sospinto dall&#8217;opinione pubblica se ne sta occupando. \u00c8 naturale che nel recente impegno pesi senza ombra di dubbio i tragici avvenimenti degli ultimi mesi: su tutti  la tragedia avvenuta nello stabilimento industriale della Thyssenkrupp dove morirono degli operai in un rogo spaventoso; molti si chiedono come si possa morire cos\u00ec; gli sembra incredibili che si possa perdere la vita sul posto di lavoro nel 2008 in un Paese civilizzato; eppure la realt\u00e0 \u00e8 questa: prendiamo un semplice cantiere; magari ben organizzato e che rispetta le norme sulla sicurezza; ebbene  anche in quel caso l&#8217;operaio che sale su un ponteggio cadendo rischierebbe la vita e non potrebbe certo a priori rifiutarsi di svolgere il suo lavoro.<br>\nIn un cantiere edile tutto potrebbe essere pericoloso dalla calce ai macchinari utilizzati, dalla mancanza di mezzi come caschi e scarpe antinfortunistica alla noncuranza degli stessi operai che pur di lavorare sono disposti a rendersi disponibili anche in condizioni lavorative pessime.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo i cantieri: le fabbriche, i grandi impianti industriali;  se si potessero fare controlli sui luoghi di lavoro emergerebbero non oche ma migliaia di inadempienze. La speranza \u00e8 che nei prossimi anni si possano meglio verificare le problematiche nel mondo del lavoro in relazione alla sicurezza e intervenire prontamente; tale misure soprattutto di precauzione garantirebbero infatti una diminuzione sensibile degli incidenti sul posto di lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Svolgimento del saggio breve dell&#8217;ambito socio-economico La discussione potrebbe sicuramente iniziare ponendo l&#8217;accento sul primo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":871,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[237],"tags":[],"class_list":["post-870","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-saggi-tesine-e-ricerche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=870"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/870\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":872,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/870\/revisions\/872"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}