{"id":878,"date":"2020-03-26T16:46:20","date_gmt":"2020-03-26T16:46:20","guid":{"rendered":"http:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=878"},"modified":"2022-01-07T19:33:02","modified_gmt":"2022-01-07T19:33:02","slug":"diritto-del-lavoro-definizione-e-fonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/?p=878","title":{"rendered":"Diritto del lavoro: definizione e fonti"},"content":{"rendered":"\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Definizione e fonti del diritto del lavoro<\/strong><\/em><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>DIRITTO DEL LAVORO: DEFINIZIONE <\/strong><br> Le fonti del diritto del lavoro. I principi costituzionali in tema di lavoro<br> l\u2019insieme delle norme giuridiche che disciplinano l\u2019attivit\u00e0 lavorativa costituisce la legislazione del lavoro, divisa in:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>diritto del lavoro: regolamentazione del rapporto individuale di lavoro<\/li><li>diritto sindacale: regolamentazione delle associazioni sindacali<\/li><li>legislazione sociale: tutela del lavoratore, sicurezza sociale (previdenza e assistenza).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Costituzione: definizione, principi e norme<br><strong> DIRITTO DEL LAVORO: <\/strong><br> FONTI Si distinguono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>fonti interne fonti esterne<br>\n(degli organi statuali: costituzione, leggi ordinarie, (degli organismi internazionali e degli codice civile, leggi regionali integrative, accordi bilaterali stipulati dallo stato.<br>\n(fonti contrattuali, consuetudini) italiano con paesi terzi: direttive comunitarie, trattati)<br>\narticoli della costituzione:<\/li><li>art.<br>\n1 &#8211;&gt; &#8216;l\u2019Italia \u00e8 una repubblica democratica fondata sul lavoro&#8217;; nesso tra lavoro e democrazia, impegno dello stato ad attuare una concreta uguaglianza tra i cittadini e un benessere economico e morale.<\/li><li>art.<br>\n4 &#8211;&gt; concetto di lavoro come diritto-dovere dell\u2019uomo e principio della funzione sociale del lavoro che giustifica la sua tutela da parte dello stato; il lavoro \u00e8 alla base dello stato, \u00e8 mezzo necessario al cittadino per un\u2019esistenza libera e dignitosa e per la partecipazione alla gestione del paese.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>FONTI DEL DIRITTO DEL LAVORO: SCHEMA<\/strong> <br> Norme a carattere programmatico (impegnano lo stato all\u2019elevazione dello stato sociale del lavoratore come condizione di progresso)<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>art. 35 &#8211;&gt; tutela del lavoro e la formazione professionale del lavoratore; lo stato tutela il lavoro, cura la formazione e l\u2019elevazione professionale, riconosce la libert\u00e0 di emigrazione, tutela il lavoro italiano all\u2019estero<\/li><li>art. 36 &#8211;&gt; diritto alla retribuzione proporzionata e sufficiente a un\u2019esistenza libera e dignitosa, alle ferie e al riposo; retribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del lavoro, durata massima della giornata lavorativa stabilita per legge, il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non pu\u00f2 rinunziarvi<\/li><li>art. 37 &#8211;&gt; parit\u00e0 tra lavoratori, uomini e donne, nel rispetto della funzione femminile della maternit\u00e0 e la tutela del lavoro minorile; adeguata protezione della madre-lavoratrice e del bambino, la donna ha diritto a un\u2019indennit\u00e0 dello stipendio per il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro (2 mesi precedenti e 3 successivi), anche il padre pu\u00f2 chiedere permessi per accudire il figlio neonato, il limite minimo di et\u00e0 \u00e8 15 anni, vi \u00e8 parit\u00e0 di retribuzione, sono vietate per loro attivit\u00e0 troppo pericolose o nocive, previste visite mediche preventive e di controllo periodico<\/li><li>art. 38 &#8211;&gt; diritto all\u2019assistenza sociale per i disabili e diritto alla previdenza sociale per i lavoratori; ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all\u2019assistenza sociale, hanno diritto all\u2019educazione e all\u2019avviamento professionale<\/li><li>art. 39 &#8211;&gt; diritti di associazione, di libert\u00e0 e di promozione sindacale<\/li><li>art. 40 &#8211;&gt; diritto di sciopero<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>LE FONTI DEL DIRITTO DEL LAVORO <\/strong><br> I principi costituzionali in tema di lavoro l&#8217;insieme delle norme giuridiche che disciplinano l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa costituisce la legislazione del lavoro, divisa in: &#8211; diritto del lavoro: regolamentazione del rapporto individuale di lavoro &#8211; diritto sindacale: regolamentazione delle associazioni sindacali &#8211; legislazione sociale: tutela del lavoratore, sicurezza sociale (previdenza e assistenza) si distinguono fonti interne (degli organi statuali: costituzione, leggi ordinarie, codice civile, leggi regionali integrative, fonti contrattuali, consuetudini) fonti esterne (degli organismi internazionali e degli accordi bilaterali stipulati dallo stato italiano con paesi terzi: direttive comunitarie, trattati) articoli della costituzione: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>art. 1 &#8211;&gt; &#8216;l&#8217;Italia \u00e8 una repubblica democratica fondata sul lavoro&#8217;; nesso tra lavoro e democrazia, impegno dello stato ad attuare una concreta uguaglianza tra i cittadini e un benessere economico e morale <\/li><li>art. 4 &#8211;&gt; concetto di lavoro come diritto-dovere dell&#8217;uomo e principio della funzione sociale del lavoro che giustifica la sua tutela da parte dello stato; il lavoro \u00e8 alla base dello stato, \u00e8 mezzo necessario al cittadino per un&#8217;esistenza libera e dignitosa e per la partecipazione alla gestione del paese norme a carattere programmatico (impegnano lo stato all&#8217;elevazione dello stato sociale del lavoratore come condizione di progresso).<\/li><li>art. 35 &#8211;&gt; tutela del lavoro e la formazione professionale del lavoratore; lo stato tutela il lavoro, cura la formazione e l&#8217;elevazione professionale, riconosce la libert\u00e0 di emigrazione, tutela il lavoro italiano all&#8217;estero.<\/li><li>art. 36 &#8211;&gt; diritto alla retribuzione proporzionata e sufficiente a un&#8217;esistenza libera e dignitosa, alle ferie e al riposo; retribuzione proporzionata alla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 del lavoro, durata massima della giornata lavorativa stabilita per legge, il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non pu\u00f2 rinunziarvi.<\/li><li>art. 37 &#8211;&gt; parit\u00e0 tra lavoratori, uomini e donne, nel rispetto della funzione femminile della maternit\u00e0 e la tutela del lavoro minorile; adeguata protezione della madre-lavoratrice e del bambino, la donna ha diritto a un&#8217;indennit\u00e0 dello stipendio per il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro (2 mesi precedenti e 3 successivi), anche il padre pu\u00f2 chiedere permessi per accudire il figlio neonato, il limite minimo di et\u00e0 \u00e8 15 anni, vi \u00e8 parit\u00e0 di retribuzione, sono vietate per loro attivit\u00e0 troppo pericolose o nocive, previste visite mediche preventive e di controllo periodico.<\/li><li>art. 38 &#8211;&gt; diritto all&#8217;assistenza sociale per i disabili e diritto alla previdenza sociale per i lavoratori; ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all&#8217;assistenza sociale, hanno diritto all&#8217;educazione e all&#8217;avviamento professionale.<\/li><li>art. 39 &#8211;&gt; diritti di associazione, di libert\u00e0 e di promozione sindacale.<\/li><li>art. 40 &#8211;&gt; diritto di sciopero Lo statuto dei lavoratori e le altre fonti CNEL (consiglio nazionale economia e lavoro) \u00e8 un organismo istituito con il compito di creare un collegamento tra il legislatore e le forze produttive atti normativi per la regolamentazione del lavoro: <\/li><li>1949: legge sul collocamento <\/li><li>1966: sui licenziamenti individuali <\/li><li>1970: statuto dei lavoratori <\/li><li>1977: legge sulla parit\u00e0 tra i lavoratori <\/li><li>1981: a favore dei lavoratori emigranti <\/li><li>1983: sulla disoccupazione giovanile <\/li><li>1988: provvedimento istitutivo del minisalario a favore dei disoccupati <\/li><li>1990: legge sulla regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali <\/li><li>1994: sulla prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro <\/li><li>1995: riforma del sistema pensionistico a favore delle 5 regioni a statuto speciale emanazione di leggi integrative in materia di legislazione sociale nel 1970 viene emanata la legge n. 300, nota come statuto dei lavoratori, composta da 41 articoli: <\/li><li>della libert\u00e0 e dignit\u00e0 del lavoratore &#8211;&gt; norme a limitazione dei controlli sull&#8217;attivit\u00e0 del lavoratore, obblighi relativi alla sicurezza, all&#8217;igiene, alla salute del lavoratore, riconoscimento dei diritti del lavoratore-studente, potere del datore di lavoro di infliggere sanzioni disciplinari, diritto di difesa del lavoratore, concessione di permessi e turni, garanzia della libert\u00e0 di pensiero del lavoratore <\/li><li>della libert\u00e0 sindacale &#8211;&gt; divieto assoluto di discriminare il lavoratore per ragioni politiche, religiose o di altra natura, obbligo del datore di lavoro di reintegrare il lavoratore se ingiustamente licenziato <\/li><li>dell&#8217;attivit\u00e0 sindacale &#8211; disposizioni varie e generali <\/li><li>norme sul collocamento <\/li><li>disposizioni finali e penali.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Il contratto collettivo di lavoro il rapporto di lavoro \u00e8 regolato anche dalle fonti contrattuali, ossia dei contratti collettivi di lavoro; sono gerarchicamente subordinati alle leggi ordinarie, tranne nell&#8217;ipotesi che apportino disposizioni migliorative per il lavoratore; il primo esempio di contratto collettivo risale al fascismo, durante il sistema delle corporazioni sono accordi sottoscritti dalle organizzazioni contrapposte dei lavoratori e dei datori di lavoro, dai quali scaturiscono le regole a cui il mondo del lavoro deve attenersi; vengono chiamati collettivi perch\u00e9 riguardano gli interessi collettivi dei lavoratori art. 39 &#8211;&gt; riconosce ai sindacati il potere di autonomia contrattuale contratti collettivi interconfederali (norme applicabili a qualsiasi settore) aziendali o locali (rappresentanza sindacale interna a una specifica impresa) un contratto collettivo \u00e8 composto da: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>una parte obbligatoria &#8211;&gt; condizioni generali e astratte <\/li><li>una parte economica &#8211;&gt; retribuzione, straordinari, missioni, indennit\u00e0 <\/li><li>una parte normativa &#8211;&gt; diritti e doveri delle parti i contratti scadono e debbono essere rinnovati, ma vi possono essere dei contrasti fra le parti e per questo interviene lo stato tentando una mediazione con l&#8217;accordo di rinnovo Le fonti comunitarie e le convenzioni internazionali il primo tentativo internazionale di occuparsi di lavoro si \u00e8 avuto con la costituzione dell&#8217;associazione internazionale per la protezione del lavoratore; il secondo, decisivo per l&#8217;avvio di una politica internazionale del lavoro, con lo scopo di fissare obiettivi comuni, fu l&#8217;istituzione dell&#8217;OIL (organizzazione internazionale del lavoro), alla fine della 1^ guerra mondiale racchiude i principi generali dell&#8217;organizzazione lavorativa (salari minimi, orario di lavoro, tutela del lavoro minorile, libert\u00e0 sindacale, garanzie previdenziali e assistenziali) in seguito il consiglio d&#8217;Europa, che riunisce tutti gli stati europei, al fine di promuovere il rispetto dell&#8217;uomo e dei suoi fondamentali diritti, ha adottato una carta sociale europea, che obbliga gli stati membri a presentare rapporti periodici sulla situazione lavorativa del paese nel 1957 \u00e8 nata la CEE, oggi divenuta UE nel 1989 \u00e8 stata adottata la carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori l&#8217;Italia ha anche stipulato una serie di trattati bilaterali con paesi europei e non (Svizzera, Argentina, Germania, Austria) verso i quali si \u00e8 diretto il flusso migratorio dei nostri connazionali, allo scopo di tutelare i lavoratori italiani all&#8217;estero.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>LA TUTELA DEL LAVORO <\/strong><br> Il lavoro nelle diverse epoche storiche <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>mondo romano: distinzione fra opere manuali a cui si dedicavano i soggetti giuridicamente incapaci (es. gli schiavi) e opere liberali che venivano svolte da coloro che vantavano una posizione di supremazia; tutti i poteri e le capacit\u00e0 erano del paterfamilias; con la schiavit\u00f9 si ha il dominio dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo; in seguito all&#8217;avvento del cristianesimo e ai suoi principi di libert\u00e0 e uguaglianza inizia una prima trasformazione medioevo: la schiavit\u00f9 si riduce, ma rimane la figura del servo della gleba; i liberi mestieri (artigiani e mercanti) si organizzano in associazioni dette corporazioni, le quali curavano interessi comuni attraverso l&#8217;emanazione di propri statuti et\u00e0 liberale (XIX sec.): diffusione delle macchine, rivoluzione industriale, sostituzione delle botteghe (delle corporazioni) con le aziende, <br>\nInvestimenti di capitali &#8211;&gt; nuova disuguaglianza tra gli uomini: <\/li><li>legge del massimo risultato con il minimo mezzo; <\/li><li>condizioni dei lavoratori pessime, totale alienazione; <\/li><li>prime rivendicazioni delle organizzazioni sindacali Il mercato del lavoro e le teorie lavoriste l&#8217;esistenza di un mercato del lavoro, cio\u00e8 del continuo incontro di domanda e offerta, ha reso necessaria un&#8217;analisi dei rapporti fra imprenditore e lavoratore.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Smith: primo economista ad introdurre il concetto di valore-lavoro come lavoro incorporato nel bene stesso, in termini di ore e giornate lavorative; il concetto di produttivit\u00e0 del lavoro come quantit\u00e0 di bene prodotto in un lasso di tempo da ogni lavoratore; indica come acceleratore della produttivit\u00e0 la divisione del lavoro tra gli uomini <\/li><li>Lassalle: legge ferrea dei salari secondo cui i compensi devono essere mantenuti costantemente a un livello sufficiente economisti classici che presuppongono che le condizioni retributive del lavoro devono essere stabilite dalla classe capitalista <\/li><li>Mill: concezione del rapporto salario-occupazione per cui l&#8217;oscillazione dei salari determina la riduzione o l&#8217;aumento degli operai occupati <\/li><li>Marx: critica molto le condizioni di vita e di lavoro precarie, afferma che il salario non \u00e8 il giusto compenso al lavoro perch\u00e9 al lavoratore viene sottratto una parte di plusvalore <\/li><li>neoclassici: non esiste alcun surplus, n\u00e9 alcuno sfruttamento; Marshall afferma che l&#8217;effetto-salario equivale a un effetto-benessere (il lavoratore che ha raggiunto un determinato livello remunerativo preferisce optare per il tempo libero, non aumentando la propria offerta di lavoro n\u00e9 le richieste salariali e determinando una stabilit\u00e0 del livello dei salari) | considerano primario il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva Nascita ed evoluzione del movimento operaio l&#8217;origine del movimento operaio \u00e8 tutta nella parola proletario che indica quel lavoratore salariato fornito della propria forza-lavoro; questo movimento \u00e8 la conseguenza della condizione di assoluta inferiorit\u00e0 di questi lavoratori, dell&#8217;incremento della popolazione, della diminuzione dei salari, dell&#8217;aumento dei prezzi e dell&#8217;introduzione delle macchine il movimento operaio vero e proprio nasce in Inghilterra nella met\u00e0 del 1700. <br>\n&#8211;&gt; gli operai inglesi si riuniscono in societ\u00e0 di mutuo soccorso per provvedere, con fondi speciali, ai bisogni delle loro famiglie, ai soci disoccupati, agli ammalati e agli invalidi.<br>\n&#8211;&gt; Trade unions: associazione di operai provenienti dalla stessa industria con lo scopo di rivendicare con lo sciopero condizioni pi\u00f9 umane di vita e di lavoro <br>\n&#8211;&gt; governo inglese reagisce vietando qualsiasi coalizione di operai luddismo: movimento di assalto alle fabbriche e di distruzione degli impianti &#8211;&gt; morte di numerosi lavoratori e instaurazione di leggi severe contro le libert\u00e0 civili di riunione e di stampa cartismo: <br>\nmovimento rivoluzionario basato sulla carta del popolo presto soffocato dal governo inglese consiglio dei sindacati di Londra (1877): si conquista la giornata lavorativa di 9 ore (non pi\u00f9 12), il riconoscimento delle associazioni operaie, la rappresentanza dei lavoratori in parlamento, il potere di stipulare contratti collettivi di lavoro, amministrare il proprio patrimonio e organizzare scioperi in Italia l&#8217;attenzione era ancora diretta al raggiungimento dell&#8217;unit\u00e0 nazionale e molti erano gli ostacoli che non permettevano la formazione di un movimento operaio (analfabetismo, emigrazione, ..), <br>\nMA: <\/li><\/ol>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>nel 1882 a Milano viene fondato il partito operaio italiano <\/li><li>in seguito nascono le prime camere del lavoro con lo scopo di rappresentare la classe lavoratrice di fronte allo stato <\/li><li>nasce la societ\u00e0 di mutuo soccorso <\/li><li>costituzione del partito dei lavoratori italiani nel 1892, che in seguito diventa il partito socialista dei lavoratori italiani.<\/li><li>libert\u00e0 economica possibile attraverso la socializzazione dei mezzi di produzione, la gestione diretta della fabbriche e la lotta di classe (pensiero politico-economico marxista)<\/li><li>il movimento cattolico e la chiesa (con il papa Leone XIII) promulgano l&#8217;enciclica Rerum Novarum riconoscendo ufficialmente la gravit\u00e0 del problema operaio e sollecitando la creazione di sindacati cattolici nasce la confederazione generale del lavoro (CGIL), poi l&#8217;unione italiana del lavoro (UIL) e infine la confederazione italiana del lavoro (CIL) con l&#8217;avvento del fascismo si pone fine alle rivendicazioni sindacali con l&#8217;emanazione della carta del lavoro che vietava lo sciopero e sciolse CGIL e CIL, al cui posto si costituirono la confederazione nazionale delle corporazioni fasciste (per i lavoratori) e la confederazione nazionale dell&#8217;industria italiana (per i datori di lavoro) | dopo il fascismo i sindacati riemergono e le 3 confederazioni si uniscono con un patto federativo che fa del sindacato un&#8217;imponente forza politica Sindacati e Confederazioni oggi rappresentano le formazioni sociali di spicco nel mondo del lavoro; le vicende del sindacalismo italiano si dividono in 4 fasi: <\/li><\/ul>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>quella del divieto, sanzionato penalmente, che va dall&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia fino all&#8217;emanazione del codice Zanardelli (1890) <\/li><li>quella del diritto sindacale (dal 1890 al 1922) <\/li><li>quella del corporativismo fascista <\/li><li>quella contemporanea avviatasi con l&#8217;introduzione nella costituzione del 1948 degli artt. 39 e 40 <\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Attualmente i sindacati di maggiore rilevanza sono: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>la CGIL, di ispirazione comunista <\/li><li>la CISL, di orientamento cattolico <\/li><li>la UIL, di origine socialista e socialdemocratica <\/li><li>la CISNAL, vicina alle formazioni di politica di destra<\/li><li>la CONFSAL di origine democratica indipendente<\/li><li>i COBAS, sindacati autonomi <br>\nAnche gli imprenditori sono riuniti in confederazioni sindacali: <\/li><li>Confindustria<\/li><li>Confcommercio<\/li><li>Confesercenti<\/li><li>Confagricoltura<\/li><li>Coldiretti<\/li><li>Confartigianato<\/li><li>CNA<\/li><li>Esaarco<\/li><li>Conflavoro<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>il patto per il lavoro del 1996 vuole che i sindacati e il governo attuino delle contrattazioni delle riforme, a dimostrare il ruolo fondamentale svolto dalle forze sociali La libert\u00e0 sindacale e il diritto di sciopero nell&#8217;attuale ordinamento sono sanciti i seguenti principi: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>libert\u00e0 di organizzazione <\/li><li>pluralismo di organizzazione sindacale <\/li><li>autodeterminazione, mediante la stesura di uno statuto, delle regole interne al sindacato <\/li><li>libert\u00e0 per i singoli di iscriversi o meno al sindacato la libert\u00e0 sindacale va intesa come libert\u00e0 di costituire sindacati, di esercitare l&#8217;attivit\u00e0 sindacale, di aderire o meno ai sindacati, di auto-organizzare i sindacati. <br>\nUnico caso per cui lo stato prevede espressamente una deroga in tema di libert\u00e0 \u00e8 quello dei militari e delle forze di polizia lo sciopero \u00e8 l&#8217;astensione volontaria e collettiva dal lavoro: <\/li><li>il lavoratore che sciopera perde la retribuzione per il periodo di astensione, ma conserva il posto di lavoro <\/li><li>bisogna comunicarlo preventivamente (15 gg prima con motivazione) al datore di lavoro <\/li><li>devono essere garantiti i servizi minimi <\/li><li>vi \u00e8 la possibilit\u00e0 che le autorit\u00e0 competenti, riconoscendo che dallo sciopero derivi un grave danno alla collettivit\u00e0, impongano ai lavoratori di interromperlo (precettazione) la serrata \u00e8 lo strumento di lotta professionale usato dagli imprenditori, non si tratta di un diritto costituzionale, ma di una semplice libert\u00e0; \u00e8 la chiusura totale o parziale dell&#8217;azienda disposta temporaneamente dall&#8217;imprenditore per indurre i lavoratori ad accettare le proprie condizioni o come forma di ritorsione.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><strong>IL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO <br><\/strong> si ha quando un soggetto si obbliga a prestare lavoro sotto la direzione di un datore di lavoro in cambio di un salario, uno stipendio (per i lavori intellettuali),per i lavori manuali \u00e8 contrapposto al lavoro autonomo, che si ha quando un soggetto si obbliga a prestare un servizio per conto di un committente in cambio di una retribuzione, \u00e8 lui che decide i tempi e l&#8217;organizzazione del lavoro e suoi sono i mezzi di produzione categorie di lavoratori subordinati: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>dirigenti <\/li><li>quadro: sottoposti ai dirigenti, hanno potere decisionale limitato <\/li><li>impiegati: di concetto (per attivit\u00e0 intellettuali) o d&#8217;ordine (per attivit\u00e0 intellettuali di tipo esecutivo) <\/li><li>operai: per le attivit\u00e0 manuali, specializzati (lavoro complesso), qualificati (qualifica + attivit\u00e0 pratica), comuni (con esperienza professionale sul campo) e manovali (senza esperienza, per le attivit\u00e0 generiche) tipi di contratto: <\/li><li>a tempo indeterminato <\/li><li>a tempo determinato (interinale, lavoro in affitto): lavoratore + azienda datrice di lavoro + impresa di lavoro interinale <\/li><li>di formazione lavoro: per favorire l&#8217;occupazione giovanile (16 \u00ad 32 anni), dura 2 anni e prevede ore di istruzione informativa <\/li><li>di apprendistato: permette ai ragazzi (16 \u00ad 24 anni) di acquisire una qualifica professionale (retribuzione inferiore rispetto agli altri contratti).<br> La costituzione del rapporto di lavoro subordinato il rapporto di lavoro subordinato si costituisce tra datore di lavoro o lavoratore per mezzo di un contratto che si perfeziona con l&#8217;incontro delle volont\u00e0 delle 2 parti; si tratta di un contratto consensuale a prestazioni corrispettive di durata, cio\u00e8 producente effetti destinati a protrarsi nel tempo limiti dell&#8217;autonomia contrattuale: <\/li><li>modalit\u00e0 di assunzione: il datore di lavoro \u00e8 tenuto ad avvalersi degli uffici di collocamento, che dipendono direttamente dal ministero del lavoro, dove si trova la lista dei lavoratori in cerca di occupazione. <\/li><li>divieti di assunzione: per i minori di 15 e le donne adibite ai lavori sotterranei &#8211; obblighi di assunzione: per le categorie protette (invalidi civili, sordomuti, ..) i lavoratori per essere assunti devono possedere il libretto di lavoro, che dev&#8217;essere consegnato all&#8217;imprenditore all&#8217;atto dell&#8217;assunzione; sono inoltre necessari il libretto sanitario (rilasciato dall&#8217;ASL), il documento d&#8217;iscrizione all&#8217;INPS (per il versamento dei contributi) e il codice fiscale il datore di lavoro fa richiesta di assunzione nominativa, ossia indica il nome del lavoratore che vuole alla sue dipendenze; ogni assunzione \u00e8 preceduta da un periodo di prova, al termine di questo periodo ciascuna delle parti pu\u00f2 esercitare il diritto di recesso (senza alcun preavviso, decidere di non dare prosecuzione al rapporto di lavoro). <br> &#8211;&gt; il lavoratore matura il diritto alle ferie e al trattamento di fine rapporto (liquidazione) se le parti decidono di continuare il rapporto di lavoro, questo diviene definitivo e il servizio prestato si conta nell&#8217;anzianit\u00e0 del lavoratore Diritti e obblighi del lavoratore diritti economici: <\/li><li>retribuzione (stipendio, salario *, a cottimo: tiene conto del risultato produttivo, provvigioni calcolate in percentuale sugli affari conclusi dal lavoratore, partecipazione agli utili: il lavoratore partecipa al rischio d&#8217;impresa) <\/li><li>premi di produzione, indennit\u00e0, rimborsi spese, assegni familiari: considerati come aggiuntive alla retribuzione di base diritti sociali: <\/li><li>facolt\u00e0 di prestare la propria opera nel luogo stabilito dal contratto e con un preciso orario di lavoro: orario settimanale portato a un massimo di 40 ore e limite di ore giornaliere mantenuto a 8 ore; gli straordinari sono previsti, devono essere compensati con una retribuzione maggiorata del 10% e non possono eccedere le 12 ore settimanali <\/li><li>diritto a un giorno di riposo settimanale <\/li><li>diritto alle ferie annuali retribuite <\/li><li>diritto al trattamento di fine rapporto (in caso di morte del lavoratore spetta al coniuge e ai figli) <\/li><li>diritto alla libert\u00e0 sindacale e allo sciopero <\/li><li>diritto alla tutela dell&#8217;integrit\u00e0 fisica (diritto alla salute) e morale sul luogo di lavoro obblighi: <\/li><li>esecuzione della prestazione lavorativa <\/li><li>rispetto delle disposizioni di lavoro impartite dall&#8217;imprenditore <\/li><li>cura degli strumenti di lavoro <\/li><li>fedelt\u00e0 all&#8217;impresa (astenersi dal ricavare profitto personale, non compiere atti dannosi all&#8217;impresa, non trattare affari per conto di terzi e in concorrenza con il proprio datore) <\/li><li>riservatezza (non divulgare notizie relative all&#8217;impresa) Poteri, divieti e obblighi del datore di lavoro poteri: <\/li><li>direttivo (organizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 dei lavoratori) <\/li><li>disciplinare (facolt\u00e0 di imporre sanzioni che si sostanziano nel rimprovero, nella censura, nell&#8217;ammonizione, nella sospensione dal lavoro e dalla retribuzione, nel licenziamento; il lavoratore ha diritto alla difesa con l&#8217;assistenza del sindacato) <\/li><li>di vigilanza e di controllo doveri (= diritti del lavoratore): <\/li><li>di corrispondere le attribuzioni, patrimoniali e non, dovute al lavoratore <\/li><li>di garantire le libert\u00e0 sindacali <\/li><li>di aggiornare il libretto di lavoro di ogni prestatore <\/li><li>di adempire agli oneri previdenziali e assistenziali di tutelare l&#8217;integrit\u00e0 fisica e morale del lavoratore di assicurare gli accertamenti sanitari in tema di lavoro minorile divieti posti dallo statuto dei lavoratori: <\/li><li>di licenziare fuori dei casi prefissati dalla legge <\/li><li>di attuare discriminazioni di qualsiasi natura <\/li><li>di assumere minori di 15 anni <\/li><li>di sostituire con altri un lavoratore in sciopero <\/li><li>di adibire il lavoratore a mansioni con qualifica inferiore a quella per la quale \u00e8 stato assunto <\/li><li>di stabilire patti diretti a far rinunciare il lavoratore alle ferie annuali La cessazione del rapporto di lavoro il rapporto di lavoro pu\u00f2 essere interrotto da una temporanea sospensione o dalla definitiva cessazione cause di sospensione: <\/li><li>infortunio e malattia (il lavoratore percepisce un&#8217;indennit\u00e0) <\/li><li>servizio militare di leva e richiamo alle armi (per un anno, non c&#8217;\u00e8 alcuna retribuzione, ma si conserva il posto di lavoro) <\/li><li>gravidanza e puerperio <\/li><li>sciopero &#8211; elezione a cariche pubbliche rappresentative <\/li><li>adempimento di funzioni pubbliche <\/li><li>assenze giustificate (motivi di famiglia, lutto, ..) <\/li><li>aspettativa (es. motivi di studio) <\/li><li>congiunture economiche, esigenze di ristrutturazione aziendale o eventi accidentali (calamit\u00e0), da imputare al datore di lavoro in quanto dipendenti dall&#8217;attivit\u00e0 produttiva il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto e spesso anche alla prosecuzione parziale del trattamento economico cassa integrazione (lo stato prevede alla retribuzione) ordinaria (quando la sospensione \u00e8 dovuta alla mancanza di scorte o a calamit\u00e0 naturali) straordinaria (per ristrutturazione o riduzione del personale) cause di cessazione: &#8211; nel caso del lavoro a tempo determinato si ha quando scade il termine finale, altrimenti: <\/li><li>morte del prestatore di lavoro &#8211; volont\u00e0 della parti (mutuo consenso) <\/li><li>volont\u00e0 di una delle parti (recesso che si distingue in dimissioni fatte dal lavoratore e licenziamento effettuato dal datore di lavoro) chi chiede la cessazione ha l&#8217;obbligo di dare preavviso all&#8217;altra parte il licenziamento \u00e8 possibile solo in 2 casi: <\/li><li>giusta causa (licenziamento in tronco): per qualunque comportamento che incida sulle aspettative e sulla fiducia che sono alla base del rapporto di lavoro.<\/li><li>giustificato motivo: per un notevole adempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore o per ragioni inerenti all&#8217;attivit\u00e0 produttiva (es. ritardi, assenze ingiustificate, ..) il licenziamento collettivo \u00e8 relativo alle imprese medio-grandi con necessit\u00e0 di operare tagli del personale per risanamenti o riduzione di attivit\u00e0; il datore di lavoro \u00e8 tenuto a comunicare la propria decisione ai sindacati allo scopo di cercare possibili soluzioni alternative; se questo \u00e8 necessario il datore ha l&#8217;obbligo di ridurre il personale seguendo criteri prestabiliti quali l&#8217;anzianit\u00e0, i carichi familiari e le esigenze produttive dell&#8217;azienda.<br><strong> LO STATO SOCIALE: PREVIDENZA E ASSISTENZA<br><\/strong> ristretta ai lavoratori, contro il rischio della diminuzione della capacit\u00e0 lavorativa<br> pi\u00f9 ampia, per tutti quelli che non hanno risorse minime Nascita ed evoluzione del Welfare State in Europa e in Italia \u00e8 stato del benessere che interviene nel campo socio-economico per garantire la giustizia sociale; la sua storia \u00e8 suddivisibile in 3 fasi: <\/li><li>sperimentazione: iniziata alla fine del 1800, sviluppatasi con l&#8217;emanazione di una serie di leggi finalizzate all&#8217;avanzamento sociale della collettivit\u00e0, culminata con la creazione del sistema di assicurazioni sociali e con l&#8217;assistenza ospedaliera ai disoccupati e ai minorati psichici; l&#8217;arrivo della grande crisi e della depressione, il secondo conflitto mondiale convincono l&#8217;opinione pubblica dell&#8217;utilit\u00e0 delle politiche sociali per tutti i cittadini.<\/li><li>consolidamento: l&#8217;ipotesi della perdita di capacit\u00e0 lavorativa determina automaticamente il diritto alla prestazione sociale intesa a garantire il minimo vitale con benefici uguali per tutti &#8211; grande delusione e crisi: negli anni 70, riscoperta del permanere delle disuguaglianze sociali, interruzione della crescita economica, crescere del deficit pubblico, inefficienza dei servizi, minaccia rappresentata dallo strapotere dello stato alla libert\u00e0 individuale La crisi del WS e i problemi irrisolti la convinzione condivisa da molti \u00e8 che si debba passare da un sistema a spettanza universale del tipico modello anglosassone (fornire a ogni cittadino servizi essenziali gratuiti, indipendentemente dal livello di reddito posseduto) a un sistema particolarmente selettivo (interventi mirati che isolino un gruppo di riferimento su cui dirigere le risorse disponibili, evitandone l&#8217;inutile dispersione) negli USA \u00e8 prevalso il modello di WS residuale (lo stato interviene con i servizi essenziali gratuiti solo nei casi di famiglie incapaci di far fronte ai rischi fondamentali della vita); W backlash \u00e8 caduta della solidariet\u00e0 da parte dei contribuenti che pu\u00f2 determinare fratture sociali e la stigmatizzazione del fenomeno della povert\u00e0; nei paesi scandinavi si ha il WS universalistico (favorito il mutuo soccorso tra i diversi ceti sociali), considerato il modello pi\u00f9 costoso Storia della previdenza sociale in Italia la legislazione sociale mia alla tutela del lavoratore e si distingue in previdenza e assistenza; l&#8217;azione dello stato \u00e8 fondamentale per rendere concreto il sistema di sicurezza sociale; suo scopo primario \u00e8 promuovere il benessere della popolazione e realizzare un equilibrio tra le diverse classi sociali; lo stato fornisce protezione a tutti i cittadini e una prestazione minima nazionale per condurre una vita dignitosa la previdenza sociale \u00e8 il primo intervento dello stato e nasce agli inizi degli anni 90 attraverso leggi sull&#8217;invalidit\u00e0, sulla vecchiaia, sulla disoccupazione, sugli assegni familiari, sulle malattie, sulla maternit\u00e0, sugli infortuni e le malattie professionali; negli anni 50 si emanano leggi per riformare la maternit\u00e0, il sistema pensionistico Caratteri e struttura del sistema previdenziale italiano la finalit\u00e0 \u00e8 di tutelare il lavoratore al verificarsi di eventi le cui conseguenze determinano precariet\u00e0 economica (es. infortunio, malattia, disoccupazione, ..) le assicurazioni sociali obbligatorie si basano su un rapporto giuridico fra soggetto assicuratore (ente pubblico previdenziale, INPS o INAIL, tenuto a erogare la prestazione sanitaria o economica) e un soggetto assicurato o beneficiario (il lavoratore) INPS \u00e8 istituto nazionale della previdenza sociale, INAIL \u00e8 istituto nazionale per l&#8217;assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.<br> gestisce: <\/li><li>fondo pensioni dei lavoratori dipendenti <\/li><li>assicurazione per la disoccupazione involontaria attraverso gli uffici di collocamento <\/li><li>cassa unica per l&#8217;assegno al nucleo familiare <\/li><li>cassa integrazione guadagni <\/li><li>assicurazione per la maternit\u00e0 <\/li><li>fondi speciali per categorie di lavoratori.<br> Eroga rendite vitalizie per inabilit\u00e0 permanenti, cure mediche e indennit\u00e0 per inabilit\u00e0 temporanee assolute La riforma del sistema pensionistico la pensione di un lavoratore dipendente \u00e8 costituita dai contributi obbligatori versati dal datore di lavoro, dal riscatto degli anni universitari, della leva militare o dei contributi volontari riforma Dini: si \u00e8 passati dal vecchio sistema di tipo retributivo, basato sull&#8217;anzianit\u00e0 contributiva, al nuovo di tipo contributivo per il quale la pensione si calcola in base ai contributi accantonati posti in relazione all&#8217;et\u00e0 in cui il lavoratore decide di cessare l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa (65 anni per gli uomini e 60 per le donne + 20 di contributi) fondi pensione sono contributi volontari in denaro dei lavoratori presso fondi controllati dallo stato Le altre forme di previdenza sociale &#8211; assicurazione contro infortuni e malattie professionali (INAIL) assegno di invalidit\u00e0 (ridotta capacit\u00e0 lavorativa) assegno di inabilit\u00e0 (infermit\u00e0 permanente e assoluta di ogni capacit\u00e0 lavorativa) pensione di reversibilit\u00e0 (ai familiari del lavoratore morto) assicurazione contro la disoccupazione (lavoratori senza lavoro non per causa loro) assegno per il nucleo familiare (assicura al lavoratore e alla sua famiglia una vita libera e dignitosa) assicurazione obbligatoria per le casalinghe (tutela degli infortuni domestici) Il sistema assistenziale italiano Provvede ai bisogni dei cittadini, ha come obiettivi il miglioramento delle condizioni di vita, l&#8217;educazione e l&#8217;istruzione professionale e la tutela della dignit\u00e0 personale; si distingue in assistenza: ai sordomuti, ai ciechi, ai grandi invalidi del lavoro, ai lavoratori emigrati, domiciliare agli anziani, alla famiglia, ai cittadini con pi\u00f9 di 65 anni e in stato di degenza.<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Definizione e fonti del diritto del lavoro DIRITTO DEL LAVORO: DEFINIZIONE Le fonti del diritto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":879,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[237],"tags":[],"class_list":["post-878","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-saggi-tesine-e-ricerche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=878"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/878\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1527,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/878\/revisions\/1527"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/879"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/universitaesicurezza.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}