L’Editoriale

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Riapertura scuole: Si torna in aula nonostante l’aumento dei contagi e l’inadeguatezza dei mezzi pubblici, decisioni di follia sanitaria in barba alla lotta contro il Covid-19

Obiettivo principale: limitare la Dad, ma il rientro può slittare. Domani Bianchi incontra i sindacati.

Si avvicina il rientro a scuola, previsto nelle diverse regioni tra il 7 e il 10 gennaio, e si torna a discutere di didattica a distanza.
La corsa dei contagi spinge alcune Regioni a chiedere di riprendere con la didattica a distanza, per limitare i contatti.
L’obiettivo del governo è quello di limitare al massimo il ricorso alle lezioni da casa cercando di imporre la vaccinazione anche nei bambini per farli salire nei mezzi pubblici.
Siamo all’apoteosi, si preferisce inoculare i più piccoli invece che potenziare i trasporti e ricorrere alla DaD e questo perché le politiche dei governi degli ultimi anni non hanno fornito la Scuola di tecnologia adeguata e non hanno formato i docenti per poter fruire al massimo di tali tecnologie permettendo loro di continuare ad effettuare le lezioni in modo esaustivo e funzionale.
Alla DaD sono contrari una buona parte dei genitori che andando a lavorare non hanno modo di lasciare i propri figli da soli nelle case e i docenti che non sono formati per l’utilizzo delle nuove tecnologie.
Ma invece di trovare soluzioni per formare o affiancare tutor informatici ai docenti e organizzare territorialmente (come scritto nel rapporto del CTS di inizio Pandemia) i bambini in modo che fossero raggruppati in piccoli gruppi territoriali con personale di sostegno che li aiutasse ad assistere a lezioni in DaD, si continua a procrastinare un obbligo vaccinale che ha evidentemente fallito tra gli adulti, anche ai più piccoli, in barba agli eventi avversi di cui si hanno alcune notizie tramite canali diversi dalle TV di stato e da gran parte dei quotidiani nazionali. Alcuni Giornalisti Italiani e la stragrande maggioranza della stampa europea e internazionale stanno pubblicando dati sconcertanti e il comparto scuola non è un problema.
Solo in Italia sono studio nuove regole in tema di quarantena, che differenzierebbero tra alunni vaccinati e non vaccinati.

Il Ministero dell’Istruzione incontrerà i sindacati domani, martedì 4 gennaio, per discutere (anche) delle modalità di riapertura degli istituti scolastici.
Come abbiamo riferito a parte, le Regioni non possono più decidere autonomamente sulla chiusura degli istituti scolastici, a meno che non si sia in presenza di situazioni “di eccezionale e straordinaria necessità” o in zona rossa e arancione.
Il decreto Natale, approvato il 24 dicembre, ha confermato, al momento, la scuola in presenza fino al termine dello stato di emergenza, prorogato al 31 marzo 2022.
Del resto, anche nella riunione del 31 dicembre, il ministro dell’Istruzione lo aveva ribadito alle Regioni: “Fondamentale tutelare la didattica in presenza”. Il Comitato Tecnico Scientifico, però, apre alla possibilità di uno slittamento di una settimana.
Il 5 gennaio è prevista una riunione del Consiglio dei Ministri per sciogliere il nodo del Super Green pass per tutto il mondo del lavoro. Non è escluso che arrivi qualche parola più chiara anche sulla scuola.

La proposta delle Regioni
Le Regioni, al fine di preservare al massimo le lezioni in presenza, puntano a escludere il ricorso alla didattica a distanza per gli alunni vaccinati nel caso in cui vengano riscontrati due studenti positivi nella stessa classe. Le proposte, che si applicherebbe alle scuole elementari e alla prima media, potrebbero essere discusse dal governo nelle prossime ore.

La posizione di Floridia e Sasso
Secondo la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia “non si può pensare di discriminare i bambini, prevedendo per alcuni la dad e per altri la frequenza in presenza”. Meglio intervenire aumentando le risorse disponibili per la scuola e far sì che gli istituti restino aperti in generale. Anche Rossano Sasso – sottosegretario all’Istruzione insieme a Floridia – ha sottolineato come priorità del governo sia quella di “preservare la didattica in presenza”. Lo sforzo, secondo Sasso, deve essere quello di “innalzare i livelli di sicurezza delle nostre scuole con dispositivi di aerazione e ventilazione, mascherine Ffp2 e un rafforzamento dei sistemi di tracciamento“. Il sottosegretario al Ministero della Salute Andrea Costa si è detto convinto che si riuscirà a “rispettare la riapertura dell’anno scolastico e l’inizio delle lezioni per il 10 gennaio”. Per il rientro in aula, sottolinea, sono state stanziate “risorse importanti”, da indirizzare verso il monitoraggio dei casi Covid e lo screening dei tamponi.

Le Vaccinazioni ed il Green Pass adottati nell’ultimo anno e mezzo hanno prodotto solamente divisione sociale e aumento dei casi di Covid-19 non è sottoponendo i nostri figli all’inoculazione e tenendo la nostra scuola nel terzo mondo dell’Istruzione, lontana dalla digitalizzazione e dalle nuove tecnologie che si risolverà qualcosa.